È morto il Generale dei Carabinieri Nicolò Bozzo: attraversò la storia e i misteri d’Italia

È morto il Generale dei Carabinieri Nicolò Bozzo: attraversò la storia e i misteri d’Italia

Morto il Generale dei Carabinieri Nicolò Bozzo: attraversò la storia e i misteri d’Italia

Ha chiuso gli occhi all’ospedale di Voltri, a Genova, il Generale dei Carabinieri Nicolò Bozzo.

Bozzo, un nome che a pochi dirà qualche cosa, ma importante nella recente storia d’Italia.

Il generale Nicolò Bozzo è infatti l’ex braccio destro del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e comandante della divisione Pastrengo. Personaggio particolare, che ha attraversato i misteri della storia italiana del dopoguerra

Dal dal blitz da parte dei Carabinieri di Dalla chiesa nel covo di via Fracchia a Genova, dove era nascosta in clandestinità la colonna genovese delle Brigate rosse e dove morì Riccardo Dura, autore dell’omicidio di Guido Rossa, fino al rapimento di Aldo Moro.

Ma non solo: nicolò Bozzo è passato anche per Gladio e Ustica.

E ancora, nel 1981 fu lui a denunciare 51 ufficiali dei Carabinieri, accusati di essere affiliati alla massoneria.

 

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E la sua voce rimase fuori dal coro fino fine carriera, quando aveva ricoperto il ruolo di comandante della polizia municipale di Genova e venne, nel Luglio del 2001, estromesso dall’organizzazione e della gestione degli eventi rispetto ciò che competeva il ruolo

Gran parte della sua vita – scrive il Secolo XIX che ha dato notizia della scomparsa – “e gli intrecci con i grandi misteri italiani, sono ripercorsi nel libro-intervista “Nei secoli fedele allo Stato”.

 

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Nelle 320 pagine di racconto nella formula del “botta e risposta”, Bozzo spazia dal “Piano Solo”

(il colpo di Stato progettato dal generale De Lorenzo) al terrorismo, agli anni trascorsi come “braccio destro” del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Dalle infiltrazioni della massoneria deviata e della loggia di Licio Gelli alla presidenza del Cocer, il “sindacato” dei carabinieri“.

 

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Di seguito, quanto raccontato sul generale da un articolo dell’ADNKRONOS del Giugno 2011

”Sono 31 anni che racconto ciò che ho visto di persona e sono piacevolmente sorpreso che la verità stia finalmente venendo a galla”. E’ quanto afferma al settimanale ‘Oggi’, in edicola da domani, il generale dei Carabinieri Nicolò Bozzo, all’epoca braccio destro del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa nel nucleo che sconfisse il terrorismo in Italia. ”Ero in Corsica – racconta Bozzo – a Solenzara, sud di Bastia, con la mia famiglia e mio fratello. Avevamo scelto un albergo vicino all’aeroporto militare. Affacciandomi dal balcone potevo vedere sulle piste i Mirage francesi e i Phantom della Nato”. ”Sapevamo che dopo le 17, ogni pomeriggio – aggiunge il generale – terminavano le operazioni di decollo e atterraggio di quegli aerei. Ma la sera del 27 giugno non siamo riusciti a chiudere occhio fin dopo la mezzanotte tanto era il frastuono dovuto al via vai dei cacciabombardieri”. ”Il mattino dopo – prosegue l’ex braccio destro di Dalla Chiesa – stavamo lasciando quell’hotel troppo rumoroso quando il proprietario, scusandosi, fece presente l’assoluta eccezionalità di quell’evento, certamente dovuto alla ricerche di un aereo di linea italiano scomparso quella stessa notte in mare, mostrandomi i titoli dei giornali. Mi chiesi fin da subito: tutto quel trambusto per un’operazione di soccorso o non piuttosto per un ordine di attacco top secret?”. Bozzo ricorda anche di essere stato «convocato in una commissione che doveva far luce sulla sorte di un Mig libico che si era schiantato in un canyon della Sila, gli esperti erano guidati dal giudice istruttore Rosario Priore». Al termine dell’ispezione, il generale dell’Arma si sentì avanzare varie ipotesi sulla strage di Ustica, compresa quella di un intervento di jet militari levatisi da una base in Corsica. «Ma il magistrato – scrive Bozzo – tagliò corto: l’aeronautica militare francese ha smentito qualsiasi attività di volo dal pomeriggio del 27 giugno». Bozzo obiettò: «Questo non è vero». (Fonte Adnkronos)