Pamela Mastropietro: il Tempo ha pubblicato i dettagli sulla soppressione del suo cadavere

Pamela Mastropietro: il Tempo ha pubblicato i dettagli sulla soppressione del suo corpo

Ricostruite grazie ai risultati dell’autopsia le modalità agghiaccianti con cui Innocent Oseghale ha fatto a pezzi Pamela Mastropietro. Il Tempo ha pubblicato alcuni dettagli

Riporta Il Tempo

“Uno scempio che non si riserva nemmeno alle bestie. Il corpo di Pamela è stato «deturpato completamente», «smembrato in vari pezzi con grossi strumenti da taglio», «mutilato». in più punti: testa, torace, mammelle, bacino, monte di venere, mani, riducendo in due parti braccia e gambe

opo essere stati completamente dissanguati e lavati con «sostanza a base di cloro», sono stati infilati in due valige. Secondo l’accusa sostenuta dal pm Stefania Ciccioli della Procura di Macerata, guidata da Giovanni Giorgio, sarebbe il nigeriano di 29 anni Innocent Oseghale, in concorso con un altro suo connazionale (identificato, ma non ancora arrestato), l’autore di questa atrocità.

Un’operazione da chirurgo dell’orrore che si è spinta fino al punto di asportare organi e porzioni di tessuti, e che lascia ancora aperti tanti interrogativi. Il collo della vittima non è stato infatti ritrovato nei due trolley, così come pare manchino all’appello anche parte degli organi genitali.”

 

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I documenti ora sono a disposizione della procura.

Il Gip ha ha l’ordinanza di convalida del fermo. Al momento Innocent Oseghale si trova in carcere in attesa del processo. Manca però ancora un dettaglio importantissimo: la causa della morte di Pamela.

Riporta il giornale: “Secondo il medico legale Antonio Tombolini, la 18enne romana potrebbe essere morta in seguito a una “intossicazione acuta daxenobiotici per via endovenosa probabilmente indotta” (un’overdose, quindi) oppure perché “ferita da punta e taglio alla parte bassa della porzione postero-laterale destra del torace”.

 

 

L’indagato potrebbe aver ammazzato Pamela a colpi di mannaia, ma per il gip “non ci sono gravi indizi di colpevolezza” sul reato di omicidio.

Sarà difficile venirne a capo dal momento che la mutilazione e lo smembramento del corpo non ha permesso all’anatomopatologo di “quantificare l’entità dell’emorragia”.