Francesco Pischedda, morto in servizio mentre inseguiva un ladro: “Diteci cos’è successo, vogliamo la verità”

Francesco Pischedda, morto in servizio mentre inseguiva un ladro: “Diteci cos’è successo, vogliamo la verità”

“Vogliamo la verità sulla morte dell’agente Francesco Pischedda”. Con queste parole l’avvocato Vittorio Delogu si è opposto all’archiviazione dell’inchiesta sul decesso del poliziotto di Dubino avvenuta il 4 febbraio di un anno fa.

In tribunale, davanti al Gip Massimo Mercaldo erano presenti la madre Diana Mirabella e il padre Gianni, che hanno ribadito la vicinanza della Polizia di Stato, e chiesto – attraverso il loro legale – di voler giustizia.

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La questione è legata a quelle 5 ore e 40 in cui Francesco Pischedda dopo la caduta dal cavalcavia mentre inseguiva un malvivente, è rimasto prima a terra, poi trasportato all’ospedale di Gravedona ed Uniti, infine al Manzoni di Lecco dove è arrivato ormai esamine

“Vogliamo solo la verità. Nostro figlio non ce lo restituirà nessuno, ma vogliamo che quello che è capitato a lui non capiti più a nessuno”.

continuano “Non vogliamo un risarcimento, non vogliamo un responsabile per forza. Cerchiamo però la verità perché non succedano altre cose del genere”.

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“Se l’intervento dei medici fosse stato tempestivo Francesco sarebbe stato salvato?”.

La Procura avrebbe concluso per l’assenza di responsabilità per il decesso del giovane agente “perché non ci sarebbe un nesso causale tra i presunti ritardi e l’evento morte”.

I consulenti scelti dalle parti civili sono di tutt’altro indirizzo. “È stato accertato che Francesco – aggiunge l’avvocato Delogu – è rimasto per due ore sull’asfalto mentre per l’altro ferito si è intervenuti subito”. Il Gip dovrà deciderà sull’archiviazione.