Pesta un Carabiniere, antagonista egiziano preso a Belgioioso: “una delle posizioni più gravi”

Pesta un Carabiniere, antagonista egiziano preso a Belgioioso: “una delle posizioni più gravi”

BELGIOIOSO. C’è anche un giovane di Belgioioso tra gli undici indagati per il ferimento di un carabiniere picchiato con suo scudo durante il corteo antifascista di Piacenza contro la riapertura di una sede di CasaPound.

Si tratta di Moustafa Elshennawi, un egiziano 22 anni, residente appunto nel Pavese e dipendente di una logistica di Piacenza. Lo racconta la Provincia Pavese nell’edizione di oggi

Sarebbe stato proprio lui, nel corso degli scontri avvenuti sabato pomeriggio nel capoluogo emiliano,

a strappare lo scudo al carabiniere Luca Belvedere del reggimento Emilia Romagna che era scivolato nel tentativo di sfuggire ai manifestanti decisamente superiori di numero.

 

 

Il ragazzo egiziano è stato identificato sia grazie alle immagini della polizia scientifica che di quelle dei fotografi presenti in via Sant’Antonino al momento degli scontri e del brutale pestaggio del militare che ha riportato la frattura di una spalla.

I medici del pronto soccorso di Piacenza lo hanno giudicato guaribile in un mese ma poteva finire decisamente peggio.

Con l’egiziano sono stati segnalati alla magistratura altre dieci persone che, a vario titolo, hanno partecipato alla manifestazione organizzata nel centro di Piacenza.

Ma sembra evidente che la posizione di Moustafa Elshennawi sembra essere più grave rispetto alla maggior parte degli indagati.

In ogni caso l’inchiesta, coordinata dalla procura piacentina, è ancora in corso.

 

 

Nel corso degli scontri è stato ferito anche un fotografo free lance di Parma (colpito da un sampietrino) e si indaga anche per rapina a causa della sottrazione dello scuso al carabiniere ferito.

Gli investigatori emiliani sono arrivati al giovane di Belgioioso grazie alle immagini. Qualcuno ha raccontato che quel giovane vestito di grigio arrivava dal Pavese e che prendeva sempre il treno proprio a Pavia, il locale diretto a Codogno, forse per andare al lavoro in una logistica.

I poliziotti e i carabinieri di Piacenza, da una prima ricostruzione della vicenda, sarebbero quindi arrivati alla stazione ferroviaria di Pavia dove avrebbero mostrato la fotografia dell’egiziano ai colleghi della polfer.

E qui sarebbe arrivato lo spunto decisivo che ha portato all’identificazione del presunto picchiatore. «Certo che lo conosciamo – avrebbero risposto i colleghi – lo abbiamo anche identificato».

 

 

In pochi istanti gli investigatori piacentini hanno avuto tra le mani il nome di un giovane che tutti conoscevano di vista ma che nessuno era in grado di indicare con precisione nome e residenza.

Si sono subito spostati a Belgioioso ma l’egiziano non era in casa. Sembra ci fossero solo la madre e altri parenti.

Dopo un lungo appostamento 22enne sarebbe rientrato e si è trovato di fronte i poliziotti e i carabinieri.

E’ stato identificato ed è stato segnalato alla magistratura. Ma l’inchiesta è tutt’altro che conclusa. Gli investigatori stanno esaminando decine di filmati che potrebbero portare all’identificazione di altri partecipanti ad un corteo che si era svolto senza osservare la prescrizioni della questura.