Boom di pensionati in Italia, ma gli assegni restano bassi

Italia batte Svezia in spesa previdenziale: nel 2016 la spesa per previdenza, assistenza e sanità ha superato il 57% delle entrate. Il rapporto sul bilancio del sistema previdenziale curato dal Centro studi e ricerche “Itinerari previdenziali” indica come sul piano del welfare l’Italia sia un paese molto generoso e oggi in ogni famiglia vi è almeno una persona che può contare su un assegno pensionistico.

La ricerca ricorda come tra i 16,1 milioni di pensionati italiani “più di 8 milioni” siano “totalmente o parzialmente assistiti dallo Stato”. “Cio’ indica l’elevato numero di prestazioni in pagamento, spesso meramente assistenziali, e quanto siano sensibili i cittadini all’argomento pensioni.

Come viene spiegato da Today, nel 2016, anno a cui si rifanno le cifre del report, su 830 miliardi di spesa pubblica totale abbiamo speso 452 miliardi per sanità, pensioni e assistenza pari al 54,4% del totale e di cui circa 40 a debito. Sul piano del welfare, il nostro Paese “batte” la Svezia, considerata la “prima delle classe” in tema di Stato assistenzialista.

Una spesa enorme che incide per oltre il 57% sulle entrate.

I dipendenti pubblici, che rappresentano circa il 17% del totale dei pensionati, pagano circa un terzo di tutte le tasse. Da questi dati, secondo i ricercatori, emerge l’enorme evasione fiscale che sostanzialmente comporta assegni previdenziali troppo bassi: una conferma della regola aurea del “pagare tutti per pagare meno” da cui deriva il teorema del “se tutti pagassero anche le pensioni sarebbero più alte”.

“Considerando che i redditi dei pubblici dipendenti sono simili a quelli del settore privato, emerge l’enorme evasione fiscale e contributiva di molti settori che ha determinato pensioni basse”. I calcoli evidenziano in sostanza che “l’intero onere fiscale sulle pensioni grava sul 20% dei pensionati” e “in gran parte su quei 1,4 milioni di pensionati che hanno pensioni sopra i tremila euro lordi al mese”.