Tumore prostata, Italia in prima linea per nuova terapia a ultrasuoni

Tumore prostata, Italia in prima linea per nuova terapia a ultrasuoni

Una tecnica innovativa, descritta come una vera e propria rivoluzione nella diagnosi precoce per la cura del cancro alla prostata.

È la terapia a ultrasuoni focalizzati guidati da risonanza magnetica (MRgFUS), grazie alla quale oggi è possibile non solo individuare,

ma anche trattare con estrema precisione, e in modo non invasivo, forme tumorali localizzate preservando la qualità della vita dei pazienti.

Lo racconta il Quotidiano Libero. Dei risultati clinici e degli sviluppi futuri della tecnica si è parlato in occasione del convegno ’Prostate Cancer: See & Treat’,

che si è tenuto a Roma presso il Centro congressi Università Sapienza, e ha riunito i maggiori esperti radiologi e urologi italiani e internazionali.

In Italia il Policlinico Umberto I, che da qualche anno utilizza con successo gli ultrasuoni focalizzati per la cura dei fibromi uterini e il trattamento di lesioni ossee benigne e maligne, li ha già applicati in passato in alcuni casi di lesioni alla prostata.

A chi è rivolta questa terapia? “Non è indicata per tutti i pazienti – puntualizza Catalano all’Adnkronos – ma solamente in quei soggetti che hanno una malattia cosiddetta focale, per cui limitata a piccoli focolai all’interno della ghiandola prostatica.

È quindi fondamentale una valutazione multidisciplinare del paziente, non limitata all’urologo o al radiologo.

L’Umberto I è stata la prima struttura in Italia a installare un sistema di ultrasuoni focalizzati sotto guida della risonanza ad alto campo magnetico, circa 7 anni fa.

 

 

Tuttavia, l’esperienza per quanto riguarda la prostata è minore, circa 3 anni. I risultati sono molto soddisfacenti, anche se non ci sono studi a lungo termine essendo la tecnica innovativa. Per il futuro ci attendiamo prospettive di miglioramenti sempre maggiori per il paziente”.

Ad oggi sono un migliaio gli esami alla prostata effettuati ogni anno dell’équipe dell’Unità prostatica del policlinico capitolino, coordinata da Valeria Panebianco che sottolinea come la risonanza magnetica multiparametrica abbia determinato

“una rivoluzione del carcinoma della prostata. Prima – ricorda – la diagnosi veniva effettuata solamente con i valori del Psa e direttamente con la biopsia,

mentre oggi l’introduzione di questa metodica innovativa ha fatto sì che la risonanza stessa entrasse nelle linee guida internazionali”.

“Grazie alle caratteristiche della Rm che consistono in un dettaglio anatomico importante e tecniche funzionali per determinare le caratteristiche del tumore – evidenzia l’esperta – è possibile effettuare una diagnosi precoce.

Questo significa indirizzare il paziente a una biopsia mirata. La forza di questa metodica è quella di effettuare una identificazione della lesione maligna, di bioptizzare quella stessa zona e soprattutto trattarla in maniera precisa e mininvasiva”.