Le schede elettorali di Camera e Senato: come si può votare (e cosa è vietato: pena 15mila euro di multa)

Il Viminale ha pubblicato i fac-simile delle schede elettorali per le prossime elezioni politiche. Ogni elettore avrà due schede, una per la Camera (scheda rosa) e una per il Senato (scheda gialla).

 

Lo spiega Repubblica

1. TRACCIARE UN SEGNO SUL SIMBOLO DELLA LISTA PRESCELTA

 

Le schede elettorali di Camera e Senato: come si può votare (e cosa è vietato)
2. TRACCIARE UN SEGNO SUL CANDIDATO UNINOMINALE PRESCELTO
Le schede elettorali di Camera e Senato: come si può votare (e cosa è vietato)
3. TRACCIARE UN SEGNO SUL CANDIDATO UNINOMINALE E SU UNA DELLE LISTE CHE LO SOSTENGONO (VOTO COERENTE)
Le schede elettorali di Camera e Senato: come si può votare (e cosa è vietato)
Spiega ancora Repubblica che è invece vietato, come già detto, il voto disgiunto. Quindi una scheda compilata come nell’esempio qui di seguito sarà annullata
Le schede elettorali di Camera e Senato: come si può votare (e cosa è vietato)
C’è poi una ulteriore possibilità, su cui però fare una precisazione. La legge prevede che “se l’elettore traccia un segno sul contrassegno e un altro segno sulla lista di candidati nel collegio plurinominale, il voto è comunque valido a favore della lista e ai fini dell’elezione del candidato nel collegio uninominale”. Quindi una scheda così votata deve essere considerata valida.

 

Le schede elettorali di Camera e Senato: come si può votare (e cosa è vietato)
Per questo motivo, ed essendo un segno apposto sulla parte del listino assolutamente inutile, consigliamo agli elettori che scelgono di votare solo per una lista di limitarsi a fare un segno sul contrassegno, mettendosi così al riparo da ogni possibile incertezza.
Le schede elettorali di Camera e Senato: come si può votare (e cosa è vietato)

Cassazione: è definitivo. Foto del voto elettorale, multa da 15mila euro

Non fotografate le scheda elettorale, rischiate una multa di 15 mila euro: ha tanto ammonta la condanna inflitta a un 77enne fiorentino che,

alle elezioni politiche nel 2013, aveva scattato una fotografia con il cellulare alla scheda elettorale sulla quale aveva appena espresso il suo voto.

Fare il selfie del voto elettorale non è un reato da poco e non può essere cancellato con il ‘colpo di spugna’ previsto per i fatti di scarsa rilevanza penale e allarme sociale. Lo sottolinea la Cassazione.

 

 

I supremi giudici – con il verdetto 9400 depositato oggi dalla quinta sezione penale – hanno infatti confermato la multa da 15mila euro nei confronti di un fiorentino che nella cabina elettorale aveva fotografato con il cellulare la sua scheda appena compilata.

Senza successo Luigi B., con precedenti dello stesso genere, ha contestato davanti ai supremi giudici la condanna inflittagli dalla Corte di Appello di Firenze nel 2017

ammettendo di aver scattato la fotografia ma chiedendo di non essere punito perchè prima di entrare in cabina il presidente del seggio non gli aveva rivolto l’invito a non introdurre “il mezzo di riproduzione visiva”.

 

 

Ad avviso dei magistrati di merito, questo comportamento dell’elettore e’ da considerarsi di “particolare gravità” e pertanto lo hanno sanzionato pesantemente dopo aver commutato la pena detentiva in multa per la scelta del rito abbreviato.

Quanto al fatto di non aver ricevuto alcun ammonimento preventivo dal presidente del seggio, la Cassazione sottolinea che sebbene la legge prevede che all’elettore sia rivolto l’invito “a depositare” cellulari e mezzi “in grado di fotografare o registrare immagini”,

l’inosservanza di questa prescrizione “è priva di conseguenze penali” per il presidente che dimentica di seguirla. “Dal che si deduce – concludono gli ‘ermellini’ –

come tali ulteriori condotte, ed in particolare l’invito del presidente all’elettore a depositare le apparecchiature di registrazione, non costituiscono alcuna condizione di procedibilità o punibilità della condotta” vietata dalla legge 96 del 2008.