Muore fuori strada in auto: 10 ore di agonia senza soccorsi, ritrovato la mattina dopo

Ferito grave ma cosciente. In qualche modo è uscito dai rottami dell’auto fracassata, o forse l’urto lo aveva sbalzato fuori.

Non sapremo mai cosa sia accaduto in quegli istanti e purtroppo Vincenzo Rossi, panettiere di 54 anni, non potrà raccontarlo: è morto nell’incidente avvenuto mercoledì poco prima delle 23 a Farneta di Cortona.

Riavvolgiamo il nastro per parlare di questo fine orribile.

Vincenzo è fuori dall’auto. Ha la forza di allontanarsi dalla Golf distrutta, si trascina carponi, forse cerca il cellulare per chiamare i soccorsi.

Ma il cellulare non lo trova, finito chissà dove dopo l’urto. Avanza a fatica lasciando per terra una lunga scia di sangue.

Un metro e ancora un metro, faticosamente ne percorre una quarantina prima di accasciarsi ormai privo di forze.

Impossibile sapere quando sia sopraggiunta la morte: minuti? ore?

Vincenzo l’hanno trovato soltanto ieri mattina alle 9,30.

Poco prima un automobilista di passaggio aveva notato la macchina nella scarpata e chiamato i carabinieri di Camucia, arrivati subito a Farneta.

Sono stati loro a scoprire il corpo del fornaio seguendo le tracce di sangue lasciate sulla terra e sull’erba.

Rossi era morto dopo una forse lunghissima agonìa durante la notte.

L’ora dell’incidente è stata ricostruita grazie alla testimonianza di un residente che intorno alle 22,30-23 ha sentito un gran botto. Ha aperto la finestra, nulla di nulla, chissa cos’è stato, magari è caduto un albero. Niente di cui preoccuparsi. Ed è tornato davanti alla tv.

Invece era accaduto molto. Vincenzo Rossi stava forse pigiando troppo sull’acceleratore lungo quella strada insidiosa che è la provinciale 31 di Manzano, di ritorno a Camucia dove abitava da solo.

La macchina gli è sfuggita dal controllo, cappottando ripetutamente prima di piombare come un missile contro un uliveto per poi concludere la carambola dentro una scarpata.

Da qui è iniziata l’ultima parte della tragedia e la disperata ricerca di una salvezza impossibile a meno di un provvidenziale soccorso che mai è arrivato.

Nessuno d’altra parte poteva lanciare l’allarme, nessuno aspettava a casa il cinquantenne panettiere che era stato sposato ma aveva poi divorziato.

Insomma, un cumulo di disgraziate circostanze che hanno concorso alla fine atroce di un personaggio conosciutissimo nel suo paese.

Gestiva infatti, in via Lauretana, un forno sempre pieno di clienti che adesso lo piangono, affidando i loro ricordi, come oggi avviene, ai social network.

La salma è stata trasferita già nella mattinata di ieri nella sala mortuaria dell’ospedale della Valdichiana ed è stato subito un pellegrinaggio di amici e conoscenti, sbigottiti sia per una perdita così dolorosa, sia al pensiero di cosa possa aver sofferto Vincenzo prima di abbandonarsi al sonno della morte.

di Salvatore Mannino e Sergio Rossi per La Nazione