I Carabinieri del TPC recuperano il Sant’Ambrogio del ‘300 rubato alla pinacoteca di Bologna: “ladro incastrato dalle telecamere”

Bologna, recuperato il Sant’Ambrogio rubato dalla Pinacoteca: il ladro incastrato dalle telecamere

È stato ritrovato dai carabinieri dei beni culturali il Sant’Ambrogio trecentesco rubato lo scorso 10 marzo dalla Pinacoteca di Bologna in pieno orario di apertura del museo.

Nell’operazione, coordinata dalla Procura di Bologna, sono stati recuperati anche la «Crocifissione e discesa al Limbo» del XIII sec., rubata a febbraio dalla Pinacoteca di Faenza e il «Ritratto di donna», della metà del XVII sec. rubato a marzo dal Museo Civico S.Domenico di Imola. Franceschini: «È una conferma dell’eccellenza del sistema Italia».

Un «recupero importante», ha commentato il ministro della cultura Franceschini, «che conferma l’eccellenza del sistema Italia e del Nucleo dei carabinieri per la Tutela del Patrimonio artistico nel contrasto al traffico illecito d’arte».

È stato grazie alle telecamere e al presidio da parte dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bologna di altri potenziali obbiettivi, che il ladro del “Sant’Ambrogio” e di altri due dipinti è stato individuato e perquisito consentendo di recuperare le opere d’arte.

 

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L’operazione è stata illustrata presso l’Aula Gnudi della Pinacoteca Nazionale di Bologna, dal Procuratore della Repubblica del Tribunale del capoluogo emiliano, Giuseppe Amato, dal Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, generale Fabrizio Parrulli e dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Bologna, il colonnello Valerio Giardina.

Al termine della conferenza stampa è stato riconsegnato il “Sant’Ambrogio” a Mario Scalini, direttore del Polo Museale dell’Emilia Romagna.

L’operazione è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna, e ha portato al recupero del prezioso “Sant’Ambrogio”, opera trecentesca di Giusto dè Menabuoi, rubato il 10 marzo scorso dalla Pinacoteca di Bologna, della duecentesca

“Crocifissione e discesa al Limbo” trafugata nel febbraio scorso dalla Pinacoteca Comunale di Faenza, e del “Ritratto di donna” della metà del XVII secolo, rubato il 15 marzo scorso dal Museo Civico ‘San Domenicò di Imola.

 

 

Secondo gli inquirenti, i tre furti mostravano parecchie analogie e potevano essere imputati a una sola mano.

Le indagini condotte Carabinieri del TPC di Bologna, in collaborazione con quelli del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale e con le Compagnie di Faenza ed Imola, coordinati dal Pm della Procura di Bologna, Roberto Ceroni,

dopo le verifiche sui luoghi dei reati, si sono concentrati sulla ricerca e l’acquisizione delle registrazioni dei sistemi di videosorveglianza installati all’interno dei musei e sulle strade delle città interessate.

Sia nel caso della Pinacoteca di Bologna che in quello di Faenza, i Carabinieri hanno individuato le fattezze del possibile ladro.

 

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Grazie ai presidi dei militari in altri siti culturali, potenziali obbiettivi dei ladri, è stato notato un uomo che somigliava a quello ripreso dalle telecamere dei due musei, che si aggirava «con fare sospetto» nei pressi di un altro museo bolognese.

Dopo un lungo pedinamento l’uomo è stato fermato e nel corso della perquisizione a casa sua, dentro un mobile, sono stati trovati i tre dipinti rubati a Bologna, Faenza e Imola. A ulteriore prova della sua colpevolezza, i Carabinieri hanno trovato anche gli abiti che indossava al momento di uno dei furti, sulla base delle riprese delle telecamere. (Il Messaggero)