Ancora allerta zecche, triplicati i casi di meningoencefalite, malattia di lyme e tbe. Cosa fare

Aumentano i casi di malattie veicolate da zecche “soprattutto la malattia di Lyme e la Tbe (encefalite trasmessa da zecche).

I dati dell’Istituto superiore di sanità confermano il primato della provincia di Belluno che contribuisce al 40% della casistica nazionale.

Nel 2018 i dati relativi ai casi di Tbe registrati, a metà stagione, dall’Uoc di malattie infettive del S.Martino di Belluno sono preoccupanti: attualmente sono 13 e risultano triplicati rispetto a quelli dello stesso periodo dello scorso anno”.

“Nel 2018, per condizioni ambientali particolarmente favorevoli che si sono realizzate nel corso dell’anno, il numero delle zecche è notevolmente aumentato – evidenzia l’Ulss 1 – Sono conseguentemente aumentati anche i morsi di zecche e gli accessi ai pronto soccorso.

Vi diamo dei consigli, al di là della notizia di cronaca,  per affrontare al meglio questo problema.

Allarme zecche a Belluno

Cosa fare in caso di morso di zecca? Lo spiega nel dettaglio dottoressa Sonia Balestrero

Evitare il più possibile l’erba alta. Arrivati a casa spazzolare i vestiti prima di entrare nell’abitazione e metterli in lavatrice, quindi spogliarsi e controllare tutta la pelle con particolare attenzione alle zone di piega e alla cute all’attaccatura dei capelli. Il controllo deve essere meticoloso.

La zecca boschiva, Ixodes Ricinus, ha la dimensione di una capocchia di spillo! E’ fondamentale eliminarla entro le 36 ore dall’avvenuto contatto per ridurre il rischio di trasmissione della malattia di Lyme quasi a zero e entro le 12 per la protezione dall’encefalite virale.

E’ importante se si hanno cani controllarli bene perché non diventino essi stessi potenziali vettori della zecca nell’ambiente domestico.

 

Come rimuovere la zecca?

Non di certo soffocandola con olio, vasellina, benzina o calore perché si rischia che rigurgiti il pasto ematico e con esso il batterio responsabile di malattia. Basta una pinzetta e un movimento di strappo deciso esercitando una lieve rotazione il più possibile vicino al punto di attacco.

Poi bruciare lo sgradevole ospite. E se il rostro rimanesse conficcato nella pelle? Il rostro non è pericoloso e lo si allontana come un qualsiasi corpo estraneo alla stregua di una spina.

Poi che fare?

No ai disinfettati colorati che possono mascherare segni di infezione.

Non iniziare nessuna terapia ma solo monitorare la cute per 30-40 giorni e nel caso di arrossamento tondeggiante, singolo o plurimo, o di malessere rivolgersi al medico per la terapia antibiotica che sarà di 21 giorni con antibiotici che sensibilizzano alla luce solare.