Sgombero al campo nomadi, la minaccia: “Ora entreremo nelle case dei residenti”

Una grossa operazione di sgombero al Camp River, noto e problematico campo nomadi romano, dove sono stati rimossi sia i moduli abitativi da trasferire ed espiantati definitivamente quelli ormai in condizioni irrecuperabili.

Oltre ad essere stati eliminati cumoli e cumoli di masserizie all’interno e all’esterno, le forze dell’ordine presenti sono riuscite anche a persuadere gli ultimi residenti ad abbandonare l’area e la pubblica via in cui da ieri sostavano in segno di protesta contro l’improvviso sgombero

Dunque sale anche la tensione, tanto che le minacce degli sgomberati si fanno sempre più pesanti. Sono riportate in un articolo del Messaggero a firma di Lorenzo de Cicco: “Entreremo nelle case dei cittadini, da stasera, per fargli vedere cosa significa essere buttati in strada”

dice Stefan “noi da qui ce ne andiamo soltanto morti. Fino a ieri i cittadini di questa zona stavano bene con noi, ci salutavano, salve, buongiorno. Ora abbiamo sentito che sono felici che ci cacciano via”, dice, quasi incredulo. Poi torna serio: “Allora noi abbiamo promesso che da stasera gli entreremo in casa. Una minaccia? No, bloccheremo tutta la via. Non sarà facile liberarsi di noi”.

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Anche la Polizia locale, – riferisce il Messaggero – che ieri ha portato a termine lo sgombero in poche ore, rimane in allerta. Il comandante generale Antonio Di Maggio ha sistemato cinquanta agenti a difesa del River, 24 ore su 24. Si andrà avanti così, almeno nei prossimi giorni.

È uno sforzo rilevante, per un Corpo di 5mila uomini, ma è necessario per scongiurare un blitz notte tempo degli sgomberati, per tornare in possesso dei vecchi container. Blitz che difatti puntualmente avviene, appena si fa sera e comincia a piovere: gli ultimi sfrattati sfondano il cancello, prendono a sassate i vigili, un agente finisce in ambulanza al Sant’Andrea.