Lavavetri, arriva il “Modello Torino”: scatta il sequestro di spazzole e guadagni

Lavavetri, scatta il sequestro di spazzole e guadagni: è il modello Torino?

Ebbene sì: come riportano i quotidiani locali, nel capoluogo piemontese è tolleranza zero per i lavavetri

Nel 2018 infatti, la polizia municipale ha identificato 109 persone che sostavano agli incroci più trafficati della città per pulire i parabrezza delle auto

Come facilmente ipotizzabile, dagli accertamenti è emerso che si tratta perlopiù di persone di etnia rom.

Secondo alcuni però, il contrasto ai lavavetri sarebbe un fiasco se a farlo sono sindaci-sceriffi a suon di divieti

ordinanze e improbabili minacce d’arresto, mentre pare che a Torino si sia cercata una strada alternativa

per combattere la “gabella al semaforo” imposta soprattutto alle donne sole in auto – scrive repubblica –

la polizia municipale ha scelto la via amministrativa, sequestrando i “ferri del mestiere” e i soldi guadagnati durante il turno.

Il risultato è quindi un totale di 109 lavavetri multati da inizio anno e oltre 500 spazzole sequestrate da gennaio ad oggi

ancora accatastate in un magazzino del comando dei vigili in via Bologna.

Durante i controlli dei vigili, effettuati in particolare in corso Regina Margherita, corso Vittorio Emanuele II e corso Bramante

sono state sequestrate 516 spazzole e i soldi provento dell’attività illecita.

“Quello dei lavavetri è un problema noto – sottolinea all’Ansa Alessandro Parigini, ufficiale responsabile del reparto operativo speciale della polizia municipale –

 

 

L’unità dedica ai controlli pattuglie quotidiane, sia al mattino che al pomeriggio, con servizi programmati dall’ufficio.

I soggetti, in virtù del cresciuto controllo, hanno alzato la soglia di attenzione e spesso, alla vista degli agenti, si danno alla fuga”.

Ci sono altre città che hanno cominciato la loro battaglia anni fa e che, almeno in alcune occasioni, l’hanno persa.

Si pensi a Firenze, che nel 2007 con Dominici Sindaco aveva minacciando l’arresto fino a tre mesi per i lavavetri, ma lo stop era arrivato dalla procura a meno di un mese dall’emanazione del provvedimento