Maltempo. Giuseppe è il pediatra disperso che correva dai suoi piccoli pazienti in ospedale

Vanno avanti le ricerche di Giuseppe Liotta, il medico palermitano che nelle scorse ore, durante i picchi di maltempo che si sono riversati su tutta la sicilia, aveva cercato di raggiungere il posto di lavoro prendendo una scorciatoia verso Corleone

Più passa il tempo, però, minori sono le speranze. Nel frattempo, dai giornali locali giungono notizie circa il ritrovamento di alcuni effetti personali. I soccorritori avrebbero infatti rinvenuto il giubbotto posseduto dal medico

Nel frattempo gli stessi colleghi di Liotta attraverso Facebook manifestano tutta l’amarezza del momento.

“Che rabbia, che schifo. Alla fine abbiamo anche pagato con il sangue” scrive Giuseppe, giovane collega omonimo del pediatra scomparso. “E poteva esserci chiunque di noi al posto suo. Potevo esserci io. La sorte ha scelto lui sta volta. E per cosa? Per uno stipendio da fame, per insulti e denunce. Per garantire a una popolazione che vive un territorio disagiato la sicurezza di essere assistiti e curati. Adesso basta”.

E ancora “Giuseppe ha voluto essere medico e uomo fino alla fine. Pur di raggiungere il posto di lavoro ha deciso di prendere una scorciatoia in mezzo ai campi, devastati dall’alluvione. Purtroppo aveva fatto male i conti perché il destino, mascherato da un’onda di acqua e fango lo ha travolto, lasciandolo solo nelle campagne buie di Corleone”.

“Giuseppe Liotta – scrive il collega Tania – risulta ancora disperso ma da quanto si apprende non arrivano buone notizie. Anche i nostri colleghi ‘notturni’ malgrado l’ulteriore peggioramento delle condizioni meteo hanno raggiunto l’ospedale in un inferno d’acqua e ci hanno smontato, nessuno di loro ha telefonato comunicando che non sarebbe venuto al lavoro”

Giorgio Trizzino, direttore sanitario dell’ospedale civico di Palermo, ripensa commosso Liotta andò nel suo ufficio per parlagli dell’incarico a Corleone.

“Il dottor Liotta, malgrado il maltempo, non ha rinunciato a fare il proprio dovere, è partito in macchina da Palermo e ha tentato di raggiungere il posto di lavoro: non voleva lasciare soli i suoi piccoli pazienti di Pediatria, a Corleone”

“Giuseppe era venuto a trovarmi nella mia stanza in direzione sanitaria al Di Cristina per comunicarmi che aveva vinto il concorso a tempo indeterminato all’ospedale di Corleone. Me lo disse con un tono felice ma allo stesso tempo rattristato perché lasciava l’ospedale dei bambini dove per anni aveva lavorato a tempo determinato”.

Nelle scorse ore si sono alzati in cielo anche i droni per individuarlo. I vigili del fuoco e gli altri soccorritori avevano i cani che cercavano le sue tracce, ma l’unica cosa che è stata trovata è la sua automobile, vuota, in mezzo al fango, fuori strada.

L’ultima telefonata – si legge su BlogSicilia – l’ha fatta alla moglie Floriana. Ha detto di essere confuso e di non capire dove si trovasse. Ha chiesto alla moglie di lanciare l’allarme e geo localizzarlo attraverso il telefonino. Dopo quella telefonata non si hanno avuto più notizie.