Pedofilo esce dal carcere e viene ucciso. Due arresti: mandante la famiglia della 15enne che si è suicidata

Massaro avrebbe fornito l’arma, una pistola 357 magnum, che i carabinieri hanno sequestrato qualche mese fa per una incongruità sulla matricola. La pistola era detenuta legalmente, ma questo sequestro ha messo in fibrillazione Massaro, che al telefono con parenti e amici si è mostrato preoccupato per le possibili conseguenze. “Non credo che i carabinieri arrivino a me – dice in una conversazione telefonica con un familiare – ma se arrivano a me sono spacciato”.

Gli inquirenti sono già sulle sue tracce e cercano riscontri. Hanno individuato la sua vettura, una Fiat Croma intestata a un familiare ma in uso a Massaro. L’auto, grazie a una mappatura del sistema Gps incrociato con i dati della cella telefonica di Frasso Telesino, è stata sul luogo dell’omicidio nei giorni precedenti e nell’ora del delitto e poi non è più tornata nei paraggi; inoltre corrispondeva anche alla descrizione di un testimone che l’aveva incrociata quella notte del 19 luglio scorso sulla strada per Sant’Agata dè Goti con la targa coperta da del nastro adesivo. Da qui partono i riscontri, le intercettazioni e i carabinieri arrivano anche a un altro complice, il 30enne di San Felice a Cancello. I due non hanno alcun legame con la vittima e neppure con la famiglia della ragazzina morta suicida. Sarebbero stati assoldati da chi aveva un movente. “Un movente imponente”, come lo definisce il procuratore di Benevento, Aldo Policastro. Al momento risultata indagato, ma a piede libero, il padre della 15enne, e non ci sono altri familiari indicati come ipotetici mandanti. L’uomo però non risulta legato ai due uomini arrestati oggi.

Da qui l’ipotesi investigativa che ci siano altre persone coinvolte. Una terza nell’esecuzione materiale del delitto, altre come intermediari. Per i mandanti, i sospetti rimangono concentrati sulla famiglia della vittima di abusi per i quali Giuseppe Matarazzo, stroncato da 5 colpi di pistola, era stato condannato quando aveva 35 anni, ammettendo il rapporto con la ragazzina, ma spiegandolo come una relazione sentimentale a tutti gli effetti. Le indagini non sono quindi concluse, ma la svolta è stata impressa anche da un’intercettazione nella quale Giuseppe Massaro lascia intendere chiaramente che è alla ricerca di documenti falsi per poter fuggire dall’Italia. I due arrestati saranno ascoltati dal gip del tribunale di Benevento nei prossimi giorni per l’interrogatorio di garanzia.