Bimbo nel pozzo, lo straziante racconto del papà: “Ho infilato un braccio dentro, lo sentivo piangere”

«Io sono arrivato – continua il padre – appena dopo la caduta. Ho tolto come ho potuto le pietre attorno, che prima erano state usate per coprire il buco, e ho infilato il braccio fino alla spalla, appoggiando la testa per terra per raggiungerlo… Pensavo fosse più vicino. Ho sentito il pianto di mio figlio». Il pozzo era stato scavato da poco, a dicembre, per cercare l’acqua nel terreno dei cugini, ma sembra senza le dovute autorizzazioni. Non era stato mai sigillato e l’uomo non sapeva che era profondo 110 metri. Poco dopo sono stati chiamati i soccorsi.

Da quel momento è iniziato il dramma per i genitori, che nel 2017 avevano perso un altro figlio, Oliver, morto improvvisamente a tre anni accasciandosi sulla spiaggia davanti a loro. José Roselló e la moglie Victoria Garcia sono cresciuti insieme e si sono conosciuti l’11 settembre del 2001, nel quartiere Malagueña di El Palo, a Malaga. «Come dimenticare quella data – ha aggiunto José – è stato il giorno delle Torri Gemelle. Eravamo solo bambini, siamo rimasti insieme tutta la vita». Per tredici giorni hanno sperato di ritrovare Julen in vita, ma nella notte l’epilogo tragico. La Policía Judicial della Guardia Civil di Vélez-Málaga ha intanto aperto un’inchiesta per fare chiarezza sulla dinamica della caduta del bimbo.

Silvia Natella per Leggo