Franco Gabrielli, lettera aperta ad un “aspirante poliziotto”

Veniamo ora al concorso del 27 maggio 2017, che ha portato all’ammissione al corso di 1.148 agenti secondo le vecchie regole – ossia limite massimo di età di 30 anni e diploma di scuola media inferiore – cui ha fatto seguito, grazie alla disponibilità di risorse economiche aggiuntive, l’ulteriore selezione di 459 allievi agenti, attingendo allo stesso elenco di concorrenti giudicati idonei (in quanto avevano già superato la prova scritta e le tre prove fisico-psico-attitudinali) ma inizialmente non vincitori. In tal senso è stata esaurita la “graduatoria”. È infatti il superamento di tutte e quattro le prove che determina il superamento del concorso e l’ammissione al corso, al termine del quale, se il giudizio di idoneità viene confermato, si procede poi all’assunzione in servizio.

Grazie all’impegno del Ministro Salvini, con la legge di bilancio di fine 2018, sono state stanziate risorse per assunzioni straordinarie che hanno consentito, tra l’altro, di reclutare ulteriori 1.851 unità, che, in assenza di altri idonei in elenco e vigenti i nuovi requisiti introdotti dal citato decreto legislativo 95/2017, non sarebbero state possibili attraverso un meccanismo meramente amministrativo di scorrimento dell’elenco del precedente concorso.

A questo punto due le strade possibili: indire un nuovo concorso aperto ai candidati in possesso dei nuovi requisiti o, come espressamente richiesto dalle organizzazioni sindacali, consentire, con l’adozione di una specifica disposizione normativa, di attingere alla stesso elenco di candidati utilizzato per l’ammissione al corso dei 1.148 e dei 459, che ad oggi però hanno superato esclusivamente la sola prima prova scritta.

Attualmente all’esame del Parlamento c’è, nel cosiddetto “decreto semplificazione”, un articolo, proposto da un partito di maggioranza e condiviso dall’Amministrazione, che prevede sì di utilizzare l’elenco di chi con il precedente concorso era risultato idoneo alla prima delle quattro prove – e questo per accelerare e semplificare le procedure con il solo fine di incrementare tempestivamente gli organici della Polizia di Stato – ma applicando i criteri previsti dalla legge vigente. Proprio nel rispetto delle convinzioni e dei principi che, come le dicevo, hanno ispirato la nuova norma del 2017 e che hanno già trovato attuazione anche nei procedimenti delle Forze Armate, con riferimento al limite di età. Del resto, la scelta della prima soluzione – un nuovo concorso – avrebbe comunque comportato, purtroppo, l’esclusione di chi come lei ha un’età superiore ai 26 anni, assecondando invece le altrettanto legittime aspirazioni di chi oggi potrebbe accedere ad un nuovo concorso e che invece, con lo scorrimento dell’elenco, si vede negata questa possibilità.