“Caro Raffa, vivrai per sempre.. I fratelli di giubba non ti dimenticheranno. Mai”

In auto, in moto, di notte e di giorno, comunque e sempre tra la gente. La sua ‘squadra’, la sua seconda famiglia lo vuol ricordare così.. Di seguito una testimonianza tratta da La Nazione. Vi invitiamo a leggerle tutte al link originale

“Oh Raffa, l’altra notte ti volevo salutare a tutti i costi e sono andato a cercare il tuo “angolo di vita”. L’unico spazio che sa di “eterno” e ti fa rivivere, è sempre lì, davanti ad un maledetto armadietto di metallo, una sedia in plastica dove poggia il tuo giubbotto, la valigia e gli anfibi a terra… in quello spazio minuscolo pare che il tempo si sia congelato, è un’immagine che “illude”: guardo in quella direzione e penso solo che un contrattempo ti farà arrivare in ritardo. Conosco il rumore della tua macchina, il colpo di tosse e i passi sul pavimento, aspetto quel momento in cui mi chiami “Dieghe”, perché mi rassicura. Sì, perché nel turno finiva tutto con la E, perché nel turno delle Volanti, in ogni turno, si creano modi di dire, “linguaggi paralleli”, frasi esternamente incomprensibili: CONTINUA A LEGGERE SU LA NAZIONE