Aggrediscono una coppia, ma lei è un’atleta di Muay Thai ne stende otto e ne blocca uno

Sesso debole? A Bologna una donna, atleta di Muay thai si è difesa da una pesante aggressione subita mentre era in compagnia del fidanzato, con esiti straordinari. L’episodio è raccontato dalla redazione locale bolognese di repubblica.it, e non è la prima in cui ci imbattiamo. Come dimenticare ad esempio il caso dell’atleta di kickboxing che a l’Aquila si è difesa da uno stupro rompendo il naso all’aggressore (ARTICOLO QUI) o quella di MMA che si è difesa da una rapina riducendo a maschera di sangue il ladro (ARTICOLO QUI) o ancora, la giovane Sabrina, atleta 22enne di Ju Jitsu che aggredita da due uomini in motocicletta si è difesa bloccandone uno.  (ARTICOLO QUI)

Di seguito dunque l’episodio di cronaca raccontato da bologna.repubblica.it che potrete leggere in versione integrale sullo stesso sito. La notizia è in continuo aggiornamento

“In (almeno) otto contro due, senza alcun motivo evidente. Il branco contro una coppietta che stava solo rientrando a casa: sono saltati loro addosso all’improvviso, li hanno pestati a sangue e, non paghi, hanno pure infierito. E chissà come sarebbe finita, se una di quei “due” non fosse stata Rossella Setti, educatrice cinofila e, soprattutto, ex campionessa di Muay Thai.

È anche grazie agli anni vissuti da atleta (…) che Rossella è riuscita a tenere a bada il branco, a difendere sé stessa e il proprio ragazzo e, alla fine, a bloccare uno degli aggressori in fuga. “Se ci fosse stato qualcun altro al mio posto non so come sarebbe andata – racconta a Repubblica – probabilmente non si sarebbero fermati e avrebbero pestato a morte entrambi”.

(…) Quando ha sentito le sirene delle volanti, Rossella era a terra. “A quel punto sono fuggiti, ma io sono riuscita a rialzarmi e a saltare addosso a uno di loro”. L’aggressore, un tunisino di 20 anni pregiudicato e che aveva violato l’obbligo di dimora, è stato così immobilizzato e poi preso in custodia dagli agenti, che lo hanno arrestato e portato in carcere. Rossella e Mattia, invece, si sono ritrovati in una pozza di sangue. “Ero poco cosciente in quel momento, so che ci hanno portato dell’acqua. Dopo un po’ è arrivata un’ambulanza e siamo stati portati al Pronto Soccorso di Carpi”.

Nel frattempo è stata lanciato un appello per rintracciare tutti i responsabili: “Chiediamo che sia messa in campo qualsiasi azione per trovare gli altri aggressori. E che ci siano risarciti i danni”.