Due Carabinieri feriti a bottigliate “subiscono oltre 60mila aggressioni l’anno, ma sono accusati di violenza”

Cercavano di placare un cittadino extracomunitario che minacciava i passanti con una bottiglia rotta, ma sono rimasti feriti e hanno avuto bisogno delle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale Loreto Mare di Napoli. E’ successo la scorsa mattina in via Firenze nel Rione Vasto di Napoli. Il migrante, molto agitato, ha iniziato a disturbare le persone con una bottiglia rotta.

Sul luogo si sono così precipitati i Carabinieri della Compagnia Stella. L’uomo si è scagliato anche sui militari che hanno avuto la peggio, ferendoli e procurandogli diverse ferite. L’uomo è stato successivamente bloccato e arrestato, mentre i carabinieri feriti sono stati trasferiti nel vicino nosocomio, dove sono stati medicati e giudicati guaribili in sette giorni. Una settimana fa un episodio simile è accaduto a Bologna.

I Carabinieri, medicati all’ospedale Loreto Mare, hanno ricevuto una prognosi di sette giorni.

Scriveva qualche mese fa, Vittorio Feltri, a proposito delle aggressioni agli operatori: “questo tipo di azioni non diventano quasi mai notizie. Un libro di Stefano Piazza e Federica Bosco elimina tale censura con una documentazione formidabile. Lo fa senza neppure un briciolo di retorica da parata celebrativa, ma con la sostanza delle cose. Le aggressioni subite da agenti di ps e militari, specialmente da stranieri, sono all’ ordine del giorno, anzi di ogni ora di mattino, pomeriggio e notte: negli ultimi anni sono stati 60.000 (sessantamila!) i carabinieri e i poliziotti bersaglio di violenza. Sono numeri ma sono persone, con affetti, ideali, guai: in più, rispetto a noialtri prendono colpi perché ci fanno da scudo. Invece a leggere i giornali sarebbero loro a minacciare gli inermi! Si guardi a come è stato usato il caso Cucchi, una vicenda tremenda che non sarò certo io a edulcorare. A processo neppure giunto al primo grado di giudizio, non solo sono stati giudicati e condannati alcuni carabinieri, ma si è tranquillamente sparso letame trattando la Benemerita come una mafia dove vale la regola dell’ omertà. Da valorosi cronisti, Piazza e Bosco hanno spazzato via questa infamia, semplicemente impugnando la realtà nuda e cruda. Bravi”