Insulta forze dell’ordine durante corteo: prof perde il ricorso, licenziamento resta valido

Nessuno ha dimenticato quelle immagini. Il Tribunale di Torino si era già espresso in merito alla situazione della maestra che nel febbraio 2018 era finita su tutti i media dopo aver insultato per diversi minuti, davanti alle telecamere, le forze dell’ordine impiegate durante una manifestazione degli antagonisti.

La manifestazione si era tenuta per contestare un evento di casapound in altra zona della città, corso Vittorio Emanuele a Torino. . “Dovete morire” e tante altre belle cose aveva urlato ai poliziotti. Alla docente non era stato rinnovato il contratto ed i giudici hanno respinto il suo ricorso.

“Si resta docenti anche fuori dalle aule”

L’insegnante Flavia Lavinia Cassaro era stata ripresa mentre insultavagli agenti schierati per scongiurare contatti tra barricate opposte. La donna poi, dopo essere stata cercata dai giornalisti ed aver rilasciato un’intervista a una troupe di Mediaset, aveva rincarato la dose.

Per l’Ufficio scolastico regionale “la condotta tenuta dalla docente, seppure non avvenuta all’interno dell’istituzione scolastica, contrasta in maniera evidente con i doveri inerenti la funzione educativa e arreca grave pregiudizio alla scuola, agli alunni, alle famiglie e all’immagine stessa della pubblica amministrazione”.

La destinataria però aveva ritenuto ‘sproporzionata’ la decisione e così aveva presentato ricorso. Ma il Tribunale di Torino lo aveva poi respinto ed anche condannato la donna al pagamento delle spese.

“i docenti hanno compiti non solo legati all’istruzione dei bambini e dei ragazzi, ma anche educativi”. E così nulla da fare: niente più insegnamento, ameno con il Miur, per la donna protagonista di quelle immagini, poichè “in grave contrasto con i doveri inerenti alla funzione” anche se “tenuti al di fuori delle mansioni e dell’orario di lavoro” giudicando quindi i comportamenti della docente “in grave contrasto con i doveri educativi connaturati alla sua funzione di docente di scuola primaria”.