Scontri a Genova, gli agenti della Polizia si sono presentati in Procura

Quattro poliziotti del Reparto Mobile di Genova si sono presentati pochi minuti fa presso la Procura per rendere spontanee dichiarazioni in merito alle lesioni denunciate dal giornalista di Repubblica Stefano Origone, subite durante una carica negli scontri dello scorso Giovedì 23 Maggio in Piazza Marsala.

Gli scontri, ricordiamo, sono stati provocati dagli antagonisti (sui quali ancora adesso sta indagando la Digos), con la scusa della presenza di CasaPound in città in occasione del comizio conclusivo della campagna elettorale in vista Europee 2019.

Gli agenti, si viene a sapere, sono ufficialmente indagati per lesioni aggravate. I poliziotti hanno accolto l’invito dei magistrati e si sono presentati per rendere dichiarazioni spontanee.

Francesco Cozzi, procuratore Capo di Genova, spiega di aver apprezzato la collaborazione della Questura “un atteggiamento di elevato senso istituzionale”. Un comportamento che “è molto diverso rispetto a quello che è avvenuto in passato”, ha commentato Francesco Cozzi.

Ora – spiega un po’ più approfonditamente il sito GenovaQuotidiana – l’invito è anche per i manifestastanti che hanno aggredito la polizia “Auspichiamo che anche chi è ha aggredito le forze dell’ordine si presenti e ammetta le sue responsabilità. Terremo conto della condotta”.

Nella giornata di ieri, a proposito di queste circostanze, un senatore del Movimento 5 Stelle ha ribadito la necessità (secondo loro) di adottare numeri identificativi per il riconoscimento degli uomini delle forze dell’ordine (NE ABBIAMO PARLATO QUI). La svolta di questi minuti dimostra, a parere di molti, che quello degli alfanumerici altro non è che un falso problema.

Nelle scorse ore sull’episodio era intervenuto anche il Colonnello di Carabinieri (in congedo) Salvino Paternò con uno scottante editoriale / LEGGI ANCHE: Il Colonnello Salvino Paternò, “Magistrato in piazza, che ci stia lui a prendere insulti, sputi e sassi in faccia, che sia lui ad ordinare cosa fare quando gli argini si rompono e la violenza dilaga”