Migranti, la Francia, nonostante gli scheletri nell’armadio da lezioni di bon ton all’Italia

Nell’audio si sente distintamente il padre straniero che chiede, in inglese, agli agenti di polizia del Crs francese (un corpo di polizia con funzioni antisommossa e di protezione civile): «Perché mi stai fermando? Mi chiedi se sono un criminale? Sono con mia moglie, è incinta, non toccarla!». Ma uno dei poliziotti risponde: «Dammi il tuo bambino!». Il tutto mentre un neonato, probabilmente il figlio della coppia sottoposta a controllo, piange a dirotto.

Gennaio 2019 (SanremoNews)
Rapporto choc del gruppo Kesha Niya: “Al confine i francesi picchiano e spengono sigarette sui migranti”

“L’atmosfera al container al confine, che era già una stanza di tortura, è diventata ancora più cupa nelle ultime settimane. Come menzionato già in altri resoconti, decine di persone vengono tenute dentro a questi container di metallo fino a 24 ore, a volte anche di più, senza accesso a cibo, acqua, cure mediche e a un vero riparo. Il pavimento è tenuto bagnato così nessuno si può sedere o sdraiare. Ovviamente per coloro che sono esausti o hanno problemi fisici questa e’ già una situazione pericolosa”.

Scrive il gruppo Kesha Niya nella relazione di sabato scorso, relativo all’aumento della violenza della polizia francese nei confronti nelle persone migranti detenute nel container di metallo alla frontiera di Ponte San Luigi in attesa di essere respinte verso l’Italia. “Noi – prosegue il rapporto – siamo posizionati 300 metri più avanti. Sul lato italiano, per accogliere coloro che escono con cibo, tè, caffè e una postazione per ricaricare i cellulari che non sono stati sequestrati o rotti dalla polizia. In una settimana ascoltiamo centinaia di storie. Nell’ultimo periodo le storie che abbiamo raccolto mostrano un enorme aumento nella violenza della polizia e nell’abuso di potere: la polizia francese sottrae importanti documenti (come i certificati di nascita dei minori) e quando le persone chiedono di riaverli o di ricevere cibo e acqua vengono colpite con un pugno in faccia (e con l’anello…). Colpiscono i minori che cercano di dichiararsi come tali. Spruzzano lo spray al peperoncino all’interno del container chiuso, a volte direttamente negli occhi e picchiano le persone senza pietà”.