Migranti, la Francia, nonostante gli scheletri nell’armadio da lezioni di bon ton all’Italia

“Due giorni fa un uomo è uscito dal container con escoriazioni e tagli, aveva sangue sulla giacca e una bruciatura sul dorso della mano. La polizia francese non solo lo aveva pestato e insultato, gli aveva anche spento una sigaretta sulla mano (fotografia allegata). Ci ha raccontato di come lo avessero schiaffeggiato e preso a pugni e uno dei poliziotti gli avesse detto che si sarebbe scopato sua madre. Gli hanno tolto tutti i suoi averi. Speriamo che non ci sia bisogno di aggiungere che non abbiamo motivo di dubitare di questi resoconti: le persone sono tutte chiuse insieme e confermano indipendentemente i racconti fatti dalle altre. Non siamo sorpresi ma indignati. Questo è dove lo stato francese è disposto ad arrivare per ‘scoraggiare’ la migrazione. Continueremo a a fare la colazione e a cercare di fornire tutto l’incoraggiamento, la solidarietà e il caffè che possiamo. La frontiera uccide! E’ fondamentale fare tutti qualcosa, ognuno secondo le proprie possibilità”.

 

Il gruppo Kesha Niya è impegnato dalla primavera del 2017 a Ventimiglia dove si occupa della preparazione e distribuzione serale di pasti. Dall’estate del 2018 porta cibo e bibite calde sul lato italiano della frontiera di Ponte San Luigi, dove le persone migranti respinte dalla Francia transitano per rientrare a Ventimiglia.