Lo zio di Pamela: “Se cancellano i decreti sicurezza vado in Parlamento…”

Ecco, adesso Verni minaccia di esibirle “per ricordare a chi di dovere gli effetti catastrofici dell’immigrazione irregolare”. Un gesto doloroso che, secondo lo zio di Pamela, è necessario a squarciare il velo di ipocrisia: “Ogni giorno siamo bombardati da immagini strappalacrime di barconi carichi di migranti che la sinistra vorrebbe accogliere senza preoccuparsi delle conseguenze. La stessa sinistra che è rimasta in silenzio quando Pamela è stata violentata ed uccisa con ferocia inaudita”. E le accuse di razzismo non lo spaventano. “Quasi tutte le persone entrate a vario titolo nel fascicolo di Pamela – spiega – sono richiedenti asilo che sopravvivono spacciando droga ai nostri ragazzi”.

Oseghale, approdato alle nostre coste da naufrago, non fa eccezione. Senza contare che, come ricorda l’avvocato Verni, sul suo conto pesa anche il sospetto che sia affiliato alla mafia nigeriana. Nasce da queste considerazioni l’idea di un’azione così dura che, però, rischia di trasformare il corpo di Pamela in terreno di scontro politico. Anche stavolta la replica di Verni è tranchant: “La questione purtroppo si è politicizzata sin da subito e non certo per volere della famiglia, dalla sinistra istituzionale non è arrivato nessun sostegno, mentre da destra è stato acceso un faro. Il problema però dovrebbe esser trasversale perché questa non è una battaglia contro qualcuno ma per il bene di tutti”.