Salvano la vita a un uomo, poliziotto schiva i complimenti “è stato un lavoro di squadra”

È accaduto la scorsa domenica. Il ragazzo aveva minacciato il suicidio, preoccupato dalla difficile situazione economica e familiare. Invece, grazie alla prontezza e alla disponibilità delle forze dell’ordine, tutto si è risolto per il meglio. Lo racconta un articolo del corriere.

Sono le 20 precise, è domenica quando il commissariato di polizia di Cinisello Balsamo riceve una chiamata da parte di due ragazzi, amici di un uomo che pare voler tentare il suicidio. Si tratta di un giovane di 28enne con problemi famigliari. Una moglie e due figli, incomprensioni come accade a molte coppie alle quali si aggiungono le coseguenze di della disoccupazione.

Il giovane, in èpreda alla disperazione scavalca la recinzione dell’ex Auchan, raggiungendo l’ultimo piano dell’edificio e arrampicandosi su uno dei pilastri del lato Nord, a 25 metri di altezza.

A questo punto, racconta il corriere, quattro agenti intervenuti sul posto riescono a ad avvicinarsi fino a una decina di metri insieme al caposquadra dei pompieri.

Allo stesso tempo viene chiamata anche la compagna che al telefono, si offre di parlargli. Tutto inutile: l’uomo getta il cellulare a terra. A ogni tentativo di instaurare un dialogo, lui invita a non avvicinarsi. È ormai questione di attimi e, a uno dei poliziotti, l’assistente capo Pasquale Ponticelli, 45 anni, da vent’anni in servizio alla Polstrada di Seregno, viene un’idea per calmarlo. “Abbiamo fatto salire i suoi amici — racconta —. Il primo tentativo non è andato bene: ha parlato con uno dei due per 40 minuti, ma non desisteva”.

La svolta, racconta il corriere, arriva quando Ponticelli accompagna sul tetto l’altro amico, un quarantenne molto vicino anche ai genitori di Pietro. E, a questo punto, il ventottenne cede. “Quando finalmente ha scavalcato il muro e ci ha raggiunti, lo abbiamo fatto sedere e abbiamo parlato un po’ con lui. Ci ha raccontato dei figli, della paura di una separazione da loro”.

foto DANIELE BENNATI

Gli agenti lo ascoltano senza fretta, tenendogli la mano, gli spiegano che, da padri, capiscono il suo dramma, ma “che non è quello modo di affrontarlo”. Pietro si sente compreso e in ospedale chiede di andarci sulla volante e non in ambulanza. Poi, prima di lasciare gli agenti, si scusa, chiede di poter tornare a trovarli.

Ora dovrà seguire una terapia a domicilio, prescritta dall’ospedale. L’agente Ponticelli ieri schiva i complimenti. “Noi siamo arrivati in ausilio ai colleghi del commissariato. È stato un lavoro di squadra, è merito di tutti se la tragedia è stata evitata, vigili del fuoco e operatori sanitari compresi”.