Corte Costituzionale, arriva il verdetto storico: sì al suicidio assistito

Un verdetto storico, che riguarda un tema delicato e complesso come quello del fine vita, sul quale la politica è stata latitante e fallimentare. La sentenza viene accolta con enorme soddisfazione da chi ha sempre caldeggiato l’importanza di riconoscere dignità a chi decide di morire dopo lunghe sofferenze. Marco Cappato dichiara: «Ho sempre detto che se tornassi indietro rifarei tutto. Sono contento che la Corte riconosca come un diritto ciò che io ho fatto perché l’ho sentito come un dovere morale nei confronti di Fabiano e in generale di chi soffre». L’avvocato Filomena Gallo incalza: «Ero ottimista perché la normativa attuale è un vulnus costituzionale, e la dichiarazione di incostituzionalità era l’unica coerente con il rinvio stabilito dalla Corte con l’ordinanza dello scorso ottobre. Oggi facciamo sicuramente un grosso passo avanti nel rispetto della dignità di chi soffre».

La sentenza della Consulta suscita, invece, indignazione nella Chiesa. Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, si era battuto fino all’ultimo contro la possibilità di aiutare qualcuno a morire. «Non è un nostro diritto, non può dipendere dalla nostra volontà. Ed è un vero peccato che il Parlamento non si sia impegnato ad emanare una legge. Il Parlamento ha tristemente abdicato alla sua funzione legislativa e rinunciato a dibattere su una questione di assoluto rilievo».