Rubarono cibo dal valore di 10 euro in un supermercato: madre e figlia rischiano otto mesi di carcere

Rapina impropria. E’ questo il reato contestato a una donna marocchina e a sua figlia che potrebbe costare alle due donne una condanna a 8 mesi di carcere.

Il caso, che risale al 10 aprile 2014, è destinato a far discutere in quanto N.M. (49 anni) e S.H. (24), in grave difficoltà economica, avevano rubato generi alimentari per un valore di 10 euro dagli scaffali di un supermercato di Cuorgnè.

Nel tentativo di fuggire avevano spinto afferrato per il collo un vice brigadiere dei carabinieri e una guardia giurata.

Nella borsa, come riportato da La Stampa e Tgcom24, le donne avevano una bottiglia di succo di frutta, due confezioni di gamberetti e un tagliere; refurtiva poi abbandonata fuori dal supermercato quando si sono dileguate.

A raccontare la vicenda in aula è stata la guardia giurata: “Avevo visto le due donne e quella mattina le stavo tenendo d’occhio per il loro fare sospetto e quando le ho viste arrivare alle casse le ho fermate. Poi è intervenuto in mio aiuto un carabiniere fuori dal servizio e a quel punto una delle due donne mi ha afferrato per il collo e spinto via”.

Per la procura di Ivrea madre e figlia sono colpevoli e il pubblico ministero in aula ha chiesto al giudice che vengano condannate ad otto mesi e al pagamento di 300 euro di multa.

Il processo è stato aggiornato al prossimo 3 febbraio per le repliche e il pronunciamento della sentenza.