Ucciso il generale Qassem Soleimani. Un agente: “la persona operativa più potente in Medio Oriente”.

“Le Guardie Rivoluzionarie annunciano che il glorioso comandante dell’Islam, Haj Qassem Soleimani, dopo una vita di schiavitù, è morto martire in un attacco americano contro l’aeroporto di Baghdad questa mattina”, hanno detto in una dichiarazione letta dalla televisione di Stato iraniana.

Qassem Soleimani, 62enne Generale iraniano al comando delle brigate Qods, spesso al fianco della Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei nonchè uno degli uomini più potenti del medioriente, è stato ucciso in un raid statunitense in Iraq.

Non c’è operazione iraniana, negli ultimi vent’anni, che non porti la sua firma.

Assieme a Hezbollah, Soleimani ha sostenuto Assad al potere in Siria mantenendo un fortissimo anche grazie alle amicizie russe che al generale iraniano non sono mai mancate.

Fino agli attentati alle Torri Gemelle nel 2001 era però uno dei riferimenti dell’amministrazione USA, soprattutto nella lotta ai Talebani afgani.

La casa Bianca – spiega il sito rightsreporter.org – ha confermato l’attacco affermando che è avvenuto con l’avvallo del Presidente Donald Trump.

Un comunicato del Dipartimento della Difesa americano afferma che “il generale Soleimani stava attivamente sviluppando piani per attaccare diplomatici e membri delle forze americane in Iraq e in tutta la regione”.

L’uccisione da parte degli americani del generale Qassem Soleimani comporterà con tutta probabilità una reazione in tutto il Medio Oriente. In allerta Israele.