Furbetti del cartellino, dieci assolti tra cui l’ex agente della Municipale finito nel tritacarne mediatico

Ricordate i “furbetti del cartellino” di Imperia, elevati come esempio supremo di magagna italica con tanto di commenti anche da esponenti politici di rilievo nazionale? Messi alla gogna, travolti dal tritacarne, era l’anno 2015.

Matteo Renzi, allora premier, di fronte alla foto del vigile in mutande accusato di assenteismo disse: “Questa è gente da licenziare in 48 ore. E’ una questione di dignità”.

Oggi, dieci quelle persone per mesi al centro dell’attenzione sono state assolte dal gup di Imperia perché il fatto non sussiste

Accusati di assenteismo nel comune di Sanremo, l’indagine svolta nell’ottobre 2015 aveva portato a 43 misure cautelari, 35 arresti domiciliari e 8 obblighi di firma.

Dieci di loro, tra cui anche un vigile (oramai ex) bersagliato dall’opinione pubblica e dai giornali poichè ripreso a timbrare in slip, avevano di ricorrere al rito abbreviato.  Oggi è stato assolto.

Sedici imputati invece avevano scelto la strada del patteggiamento, con pene tra 8 mesi e 1 anno e 7 mesi. Altri 16 imputati attendono oggi di essere prosciolti o rinviati a giudizio, avendo optato per il rito ordinario.

La difesa di Alberto Muraglia

Il vigile spiegò così a Repubblica il suo comportamento
“Il mio alloggio, dove vivo con la mia famiglia, il mio ufficio e la timbratrice sono nello stesso edificio. In tutta la mia carriera sono stato costretto a timbrare in slip in sei occasioni, tutte festive, quindi quando il mercato comunale è chiuso”.”

Perché dice costretto?
“Nei festivi c’era la necessità di stringere i tempi per la rimozione di veicoli che ostacolavano il posizionamento dei banchi del mercato dell’antiquariato. Altre volte, tornando dal servizio sotto la pioggia in occasione della corsa ciclistica Milano – Sanremo del 2014, l’ho fatto per non attraversare casa bagnato fradicio”.

La domanda è: chi pagherà adesso per la gogna mediatica?