Carabinieri: Appuntato sotto procedimento disciplinare per i tatuaggi, rischia il licenziamento

Ora, il fatto è che non si tratta di rilievi ad uno sbarbatello in procinto di sostenere un concorso per entrare nell’Arma, ma di un militare con una consistente anzianità di servizio, fa differenza? Eccome. È noto a tutti – anche ai non addetti ai lavori – che i tatuaggi sulla pelle dei militari o delle forze dell’ordine siano un fenomeno diffusissimo (in tutto il mondo) e nessuno ha mai avuto nulla da ridire, anzi, è quasi un tratto distintivo per alcuni reparti d’elite.

La cosa sconcertante, oltre all’accusa – seppure sostenuta con l’uso di verbi dubitativi – di essere un sociopatico (personalità abnorme), secondo l’avvocato Giorgio Carta che ne ha assunto la difesa, è “l’abnormità del procedimento intrapreso che può determinarne la rimozione, cioè il licenziamento. Soprattutto, mi chiedo se analogo procedimento verrà allora avviato nei confronti delle decine e decine di militari in servizio in taluni reparti operativi nei quali il rito del tatuaggio è non solo una tradizione, ma anche un modo per mimetizzarsi tra la gente nel corso di operazioni finalizzate alla repressione della criminalità”. – fonte: grnet