Coronavirus, la Spagna riparte: riaprono attività “non essenziali”. Scende il numero di morti

Nelle stazioni della metropolitana di Madrid poliziotti e volontari hanno distribuito mascherine a tutti i pendolari, diretti nuovamente al lavoro dopo settimane di blocco

una scena che, se ancora è molto lontana dalla normalità, mostra il volto di un Paese che tenta di riavviare il motore della propria economia, indebolita dalle misure adottate per far fronte all’emergenza sanitaria.

Dalla Spagna all’Austria, dalla Germania alla Danimarca, l’Europa cerca timidamente di ripartire e di passare alla cosiddetta fase 2 dell’epidemia da coronavirus, anche se altri come Francia e Gran Bretagna mantengono il lockdown.

Mentre sullo sfondo resta sempre viva la preoccupazione per una possibile seconda ondata di contagi: ad alimentare la paura, i dati che arrivano dalla Cina, avamposto della pandemia e ora di nuovo alle prese con un aumento delle infezioni, sia di origine locale sia importate dall’estero.

Indossare una mascherina protettiva diventerà la norma per poter riprendere la vita di sempre, o qualcosa che le somigli, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità. Tutti dovranno difendersi. In Spagna, il governo ha deciso di distribuire 10 milioni di questi dispositivi nel corso della settimana per accompagnare il rientro nelle fabbriche e nei cantieri degli operai dei comparti edile e manifatturiero, primi settori ‘non essenziali’ a riaprire i battenti.