Coronavirus, la Spagna riparte: riaprono attività “non essenziali”. Scende il numero di morti

Nel Paese il bilancio delle vittime è tornato nuovamente a scendere – 517 morti in 24 ore – e i nuovi contagi si sono attestati al livello più basso da tre settimane a questa parte. Una tendenza, frutto delle misure di confinamento adottate dal governo, che ha convinto il premier Pedro Sanchez ad allentare la morsa delle restrizioni. Anche se la ripartenza è stata contestata e ritenuta imprudente da molti operatori sanitari e da una parte delle forze politiche e amministrazioni territoriali, come la Catalogna. La maggior parte della popolazione tuttavia resterà ancora bloccata nelle proprie case, mentre negozi, bar e altri spazi pubblici rimarranno chiusi almeno fino al 26 aprile. «Sono ancora misure difficili ma dobbiamo mantenerle in atto, nonostante le cifre», ha ammonito il ministro della Sanità Salvador Illa.

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In Austria, tra i primi Paesi a decidere la chiusura dopo l’Italia e tra i primi che ora ripartono dopo avere appiattito la curva dei contagi, la mascherina sul viso sarà obbligatoria per clienti e lavoratori dei piccoli negozi e delle aziende artigiane, che riaprono domani, a esattamente un mese di distanza dal lockdown deciso dal cancelliere Sebastian Kurz. Anche sui mezzi pubblici scatterà l’obbligo di coprire naso e bocca, già in vigore nei supermercati, e sempre domani saranno riaperti i giardini pubblici statali, seppure con limitazioni. A maggio, se tutto andrà bene, potranno essere riavviati tutti gli altri negozi più grandi e i parrucchieri.