Coronavirus, spesa minima al supermercato: 50 euro. La decisione in provincia di Pisa

Spesa minima di 50 euro, sotto questa soglia diventa vietato fare la spesa al supermercato.

È la misura pensata dal sindaco di Crespina Lorenzana,  in provincia di Pisa.

L’ordinanza ha scatenato un’ondata di polemiche, tanto che è durata appena un paio di giorni, fino a dietrofront di Lunedì (era entrata in vigore Sabato).

Cinquanta euro sarà solo un’indicazione e non più un obbligo.

Negli scorsi giorni, ed Erba, aveva fatto discutere la proposta di controllo della spesa, con minimo otto oggetti acquistati.

Il provvedimento, spiega Repubblica.it – era stato annunciato dal primo cittadino, Thomas D’Addona, come un modo per dimezzare le visite nei negozi della grande distribuzione: “Si rischia molto di più a fare la spesa che a passeggiare nei campi”, aveva scritto il sindaco sulla sua pagina Facebook.

Leggi anche: Erba, giro di vite sulla spesa: multe a chi acquista meno di otto prodotti

Per questo era arrivata la decisione di imporre uno scontrino minimo: 50 euro, sotto il quale la spesa non sarebbe stata consentita. Per i trasgressori, sanzioni pesanti: da 25 a 500 euro.

Limitazioni in vigore da un paio di giorni non solo per i supermercati, ma anche per i piccoli negozi: spesa minima di 20 euro nelle botteghe di alimentari e in macelleria, 5 euro nei panifici. “So di persone che sbagliando escono tutti i giorni per fare la spesa – aveva spiegato il sindaco – Questa non può essere una scusa per uscire. Non possiamo più permetterci di comprare il pane fresco ogni giorno, dobbiamo adottare qualche accortezza per razionalizzare gli acquisti”.