Ponte Morandi, gli ultimi 44 metri: “a Genova lo straordinario è diventato ordinario”

A Genova sono iniziate le operazioni di posizionamento dell’ultima campata del nuovo viadotto che prenderà il posto del Ponte Morandi, crollato il 14 agosto 2018 provocando 43 vittime

È in corso il “varo” della 19esima campata, che sta salendo in quota per poi essere incastrata domani tra le pile 11 e 12 alla presenza del ministro delle Infrastrutture De Micheli. Dal crollo del 14 agosto 2018 fino all’emergenza Covid-19

a 19esima campata, lunga 50 metri e su cui sventolerà la bandiera di San Giorgio, vessillo di Genova, sta ora salendo molto lentamente, a circa 5 metri l’ora, per allinearsi con il resto dell’impalcato e completarne il tracciato. Secondo le previsioni, entro domani mattina, 28 aprile, sarà in quota e potrà essere incastrata tra le pile 11 e 12, alla presenza del ministro per le Infrastrutture Paola De Micheli

Le parole del sindaco Marco Bucci

A Genova “lo straordinario è diventato ordinario. Il ‘modello Genova’ è un modello per il Paese che ci dice che le cose, applicando cervello, tecniche e industria si possono fare e si possono fare bene”.

Lo ha detto all’ANSA il sindaco e commissario straordinario per la ricostruzione del nuovo Ponte sul Polcevera Marco Bucci.

Le misure anti-Covid applicate al cantiere del nuovo Ponte di Genova “sono diventate un sistema che il Rina, il maggior ente di certificazione italiano, ha certificato. Anche questo è diventato un modello”. Lo ha detto il sindaco di Genova e commissario straordinario per la costruzione del Ponte sul Polcevera Marco Bucci all’ANSA parlando delle criticità vissute dal grande cantiere dal momento dell’apertura a oggi. Uno dei momenti più critici “è stato senz’altro decidere di abbattere quello che restava del Morandi con l’esplosivo. Fare un cosa del genere dentro la città è stato difficile ma poi abbiamo coinvolto la tecnologia e in 20 minuti la polvere del ponte non c’era più”.

Poi ancora “a novembre e dicembre quando per le condizioni meteo il mare si era alzato tantissimo – ha detto Bucci – la chiatta che trasportava l’acciaio per le campate partita dallo stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia aveva dovuto fermarsi dietro l’isola d’Elba a aspettare che il mare si calmasse. Ci sono stati ritardi, poi recuperati”.

“Mi commuoverò certo, e mi metterò anche a piangere e non sarebbe la prima volta e questo vuol dire che tutto quello che abbiamo fatto l’abbiamo fatto col cuore” ma “non siamo alla fine”, ha detto il sindaco parlando dell’ultima parte di viadotto che sarà issata nei prossimi giorni.