Bimbo ucciso di botte a Cardito: “raptus di follia, non volevo uccidere”

“Eʼ stato un raptus di 5 minuti, mi è venuto in cameretta dopo aver visto la struttura del letto rotta, ma non volevo uccidere”, ha detto Badre

“Mi sono messo nel letto per rilassarmi un po’, verso le 8 e qualcosa, ho sentito che (i bambini, ndr) saltavano sul letto; mi è venuto un raptus di follia, mi si è spento il cervello, e li ho picchiati, ma non ho mai voluto ammazzarli”.

E’ questa la ‘spiegazione’ di Tony Essobdi Badre accusato dell’omicidio del figliastro Giuseppe, sei anni appena, ucciso a bastonate lo scorso gennaio 2019 a Cardito, in provincia di Napoli.

Il patrigno del bambino, reoconfesso dalle intercettazioni, ha risposto alle domande del pm. “E’ stato un raptus di 5 minuti, mi è venuto in cameretta dopo aver visto la struttura del letto rotta, è come se in quel momento mi si fosse spento il cervello”.

Numerose durante l’interrogatorio, le contestazioni avanzate dal sostituto procuratore presso il tribunale al ragazzo, in relazione alle sue dichiarazioni.

Sono stati parecchi i “non ricordo” con i quali l’imputato ha risposto alle domande del pm e degli avvocati di parte civile.

La testimonianza della madre

“Non si fermava più, buttava mazzate e mentre picchiava i bambini le mazze si sono spezzate”: dal canto suo, descrive violenze inaudite Valentina Casa, la madre di Giuseppe, anche lei sotto processo.

La donna ha raccontato anche alcuni atteggiamenti dell’uomo nei suoi confronti: “Mi ha tirato i capelli e mi ha dato un morso”. Valentina, che finora era apparsa impassibile al processo, riferisce anche di un altro episodio di violenza, avvenuto il giorno prima della morte del figlio: “Sabato sera aveva tirato i capelli alla bambina (la sorellina di Giuseppe, ndr) e gli erano rimaste le ciocche in mano”.