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743459-Violenza_donneAlmeno 200 milioni di donne e bambine hanno subito mutilazioni genitali femminili in 30 Paesi. Lo rende noto un nuovo report dell’Unicef, pubblicato in occasione della Giornata Onu di Tolleranza Zero verso la Mutilazioni Genitali Femminili, che si celebra il 6 febbraio. Dai dati del dossier ‘Female Genital Mutilation/Cutting: A Global Concern’ si evince che la metà delle bambine e delle donne che hanno subito la pratica vive in 3 paesi: Egitto, Etiopia e Indonesia. Ma l’Occidente non può dirsi immune: in Europa, Australia, Canada e negli Stati Uniti, si registrano casi di Mgf soprattutto tra gli immigrati provenienti dall’Africa e dall’Asia sud-occidentale. Sono episodi che avvengono nella più totale illegalità e che quindi sono difficili da censire statisticamente.

44 milioni di bambine

Tra tutte le vittime, 44 milioni sono bambine e adolescenti fino a 14 anni: in questa fascia di età, la prevalenza maggiore è stata riscontrata in Gambia, con il 56%, in Mauritania con il 54% e in Indonesia, dove circa la metà delle adolescenti (con un’età fino a 11 anni) ha subito mutilazioni. 70 milioni in più rispetto al 2014 Rispetto al 2014 il numero di donne e bambine sottoposte a Mutilazioni Genitali Femminili (Mgf) à aumentato di circa 70 milioni. Ciò è dovuto alla crescita della popolazione in molti Paesi e ai dati rappresentativi a livello nazionale raccolti dal governo dell’Indonesia. Visto che è disponibile un maggior numero di dati sulla diffusione delle Mgf, risulta che il numero totale di donne che ha subito le mutilazioni è in aumento. Nel 2016, sono 30 i Paesi che hanno a disposizione dati rappresentativi a livello nazionale. Nell’analisi sono compresi studi e racconti che forniscono prove sulle Mgf come un problema globale dei diritti umani che colpisce le bambine e le donne in ogni regione del mondo. Le Mgf si riferiscono al numero di mutilazioni/escissioni effettuate.

Somalia, Guinea e Repubblica di Gibuti

I Paesi con la più alta prevalenza tra le ragazze e le donne tra i 15 e i 49 anni sono: la Somalia (98%), la Guinea (97%) e la Repubblica di Gibuti (93%). In molti Paesi, inoltre, la maggior parte delle donne ha subito mutilazioni genitali prima di aver compiuto 5 anni. In alcuni paesi, invece si registra un calo nei casi di Mfg. I tassi di prevalenza tra le ragazze tra i 15 e i 19 anni sono diminuiti, con un 41% in meno in Liberia, un 31% in meno in Burkina Faso, 30% in Kenya e 27% in Egitto, rispetto agli ultimi 30 anni. Dal 2008, oltre 15.000 comunità e distretti in 20 paesi hanno pubblicamente dichiarato di voler abbandonare la pratica, comprese oltre 2.000 comunità nell’ultimo anno. Inoltre 5 Paesi hanno varato leggi a livello nazionale per mettere al bando le Mfg. I dati indicano anche una diffusa disapprovazione vero le mutilazioni, e la maggioranza delle persone nei Paesi dove esistono dati sulla pratica pensano che dovrebbero esse finire. In questa ricerca sono compresi circa due terzi dei ragazzi e degli uomini.

70 milioni in più rispetto al 2014

Rispetto al 2014 il numero di donne e bambine sottoposte a Mutilazioni Genitali Femminili (Mgf) à aumentato di circa 70 milioni. Ciò è dovuto alla crescita della popolazione in molti Paesi e ai dati rappresentativi a livello nazionale raccolti dal governo dell’Indonesia. Visto che è disponibile un maggior numero di dati sulla diffusione delle Mgf, risulta che il numero totale di donne che ha subito le mutilazioni è in aumento. Nel 2016, sono 30 i Paesi che hanno a disposizione dati rappresentativi a livello nazionale. Nell’analisi sono compresi studi e racconti che forniscono prove sulle Mgf come un problema globale dei diritti umani che colpisce le bambine e le donne in ogni regione del mondo. Le Mgf si riferiscono al numero di mutilazioni/escissioni effettuate.

Unicef: aumentare gli sforzi per abolire la pratica

“Le Mutilazioni Genitali Femminili differiscono a seconda delle regioni e delle culture, con alcune forme che provocano rischi per la vita di coloro che le hanno subite”, ha dichiarato Geeta Rao Gupta, vicedirettore generale dell’Unicef. “In ogni caso – ha sottolineato – le Mgf violano i diritti delle ragazze e delle donne. Noi tutti, governi, operatori sanitari, leader di comunità, genitori e famiglie, dobbiamo ampliare i nostri sforzi per eliminare definitivamente questa pratica”. Determinare l’ampiezza della diffusione delle Mgf è fondamentale per eliminare la pratica. “Quando i governi – ha aggiunto Rao Gupta – raccoglieranno dati e statistiche a livello nazionale sulle Mfg vorrà dire che avranno maggiori strumenti per comprendere la diffusione della pratica e ampliare gli sforzi per proteggere i diritti di milioni di ragazze e donne”.

Fonte: Rainews
5/2/2016

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