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3 marzo Huffington Post

E’ stato colto da un malore dopo 43 giorni di sciopero della fame. Gianni Tonelli, segretario del Sindacato autonomo di Polizia, è stato trasportato in ospedale dopo essere stato soccorso dai suoi colleghi in seguito al mancamento fisico. Da quando ha deciso di dar via alla protesta contro il Ministero dell’Interno e il Capo della Polizia Alessandro Pansa non ha avuto nessuna risposta. Ma ha perso 18 chili per via dell’astensione da tutti i cibi con potere nutritivo esclusa l’acqua.

“Tonelli – spiega il Sap – ha sopportato i patimenti di 43 giorni di sofferenza fisica ma il dolore più grande è stata l’indifferenza delle autorità di Governo ed in particolare del presidente del Consiglio Matteo Renzi e del ministro dell’Interno Angelino Alfano oltre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella a cui è stato inviato, a più riprese, un accorato appello. Un silenzio sordo e preoccupante”.

Come più volte raccontato dall’HuffPost, Gianni Tonelli sta portando avanti una doppia protesta nei confronti del ministero dell’Interno e del Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Lo sciopero della fame è stato deciso dopo la sospensione del poliziotto e rappresentante sindacale che ha mostrato alle telecamere di Ballarò caschi e giubbotti usurati ma comunque in uso al corpo della Polizia di Stato. Un comportamento grave, sostiene il Dipartimento perché quei caschi non sarebbero più in uso alla polizia ed inoltre sarebbero stati prelevati in maniera fraudolenta, assieme al resto del materiale, da un armadio blindato, di cui il sindacalista aveva le chiavi.

Ma Tonelli ha successivamente convocato una conferenza stampa mostrando le prove che quanto detto dai vertici della Ps “è tutto falso. Sono loro che hanno falsificato le prove”, ha detto il sindacalista all’inizio dello sciopero della fame il 21 gennaio scorso. Il Sap ha dato mandato allo studio dell’avvocato Marco Zincani di Bologna di portare in tribunale quegli stessi vertici per falso in atto pubblico perché, “a tavolino”, hanno manomesso le prove della correttezza del poliziotto sospeso (al quale è stato dimezzato lo stipendio).

L’altro fronte riguarda invece il provvedimento disciplinare nei confronti proprio di Tonelli per aver indossato in tv una polo della Polizia durante una puntata di In Mezz’ora su Rai Tre. Polo che, secondo la Questura, farebbe parte del vestiario in dotazione della Ps. La condotta integrerebbe una violazione delle norme, dato che agli agenti non è permesso indossare abiti della polizia insieme ad altri indumenti “civili”.

Accusa, anche questa rimandata al mittente: “Quella maglietta è a prova di cretino, è mia: bastava fare un po’ di attenzione per capire che non fa parte del vestiario della polizia”, aveva detto Tonelli ad HuffPost. “Se avessero consultato il libretto personale relativo al mio equipaggiamento, avrebbero visto che non ho mai ricevuto alcuna polo della polizia in dotazione. Quello che riporta la Questura è totalmente falso: sugli alamari ci sono due bottoni azzurri e si vede chiaramente il logo Sap; c’è poi la scritta I LOVE POLIZIA che impedisce di pensare che si tratti di una polo ufficiale della polizia: si tratta quindi di una polo a prova di cretino! La mia maglietta è in cotone, mentre quella della polizia è in fibra sintetica”.

Dopo 43 giorni di sciopero della fame, però, la sua protesta non ha ancora ricevuto alcuna risposta dai vertici del Ministero.

Fonte Huffington Post

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