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Divorzio d’oro da Telecom, Cattaneo se ne va con 25 milioni

Il divorzio consensuale tra Flavio Cattaneo e Telecom Italia è costato 25 milioni di euro. Un cda, diviso da tempo, ha dato disco verde a maggioranza alla fine del rapporto con il manager che lascerà la poltrona da amministratore delegato il 28 luglio, tre giorni dopo decadrà anche da direttore generale. A maggioranza è arrivato anche il parere favorevole del Comitato Nomine e Remunerazione, riunitosi prima del board e al quale ha partecipato anche Cattaneo. Parere negativo, seppur non vincolante, è arrivato invece dal collegio sindacale che già nell’aprile scorso si espresse contro lo stipendio complessivo di Cattaneo, criticando in particolare le modalità di definizione della parte variabile anche in relazione ai benchmark di mercato.

In ogni caso il ‘pacchetto’ venne approvato. E, adesso, i patti vanno rispettati. Così anche Cattaneo conquista uno scranno nell’Olimpo dei super bonus. Ma come si arriva a 25 milioni lordi? L’importo riconosciuto al manager è composto da 2,1 milioni per un patto di non concorrenza della durata di 12 mesi e da 22,9 milioni tra emolumenti variabili già maturati relativi all’anno in corso, nonché i bonus già maturati relativamente al superamento dei risultati, come previsto dallo Special Award per il 2016 e per il 2017.

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