Venezuela nel caos: 26 morti in 20 giorni, si muove il Vaticano

Nel frattempo, a Washington si è riunito il Consiglio permanente dell’Osa, per discutere un progetto di risoluzione attraverso il quale convocare un vertice dei ministri degli Esteri per trattare la crisi in Venezuela. L’iniziativa è stata approvata con 19 voti a favore, 10 contrari, una astensione e un assente. E subito è scattata la ritorsione di Caracas che, così come aveva minacciato il suo delegato, ha annunciato che darà inizio alle pratiche per lasciare l’organizzazione. “L’Osa ha insistito con le sue azioni intrusive contro la sovranità della nostra patria e dunque procederemo a ritirarci da questa organizzazione”, ha detto la ministra degli Esteri del Venezuela Delcy Rodriguez aggiungendo che “la nostra dottrina storica è segnata dalla diplomazia bolivariana della pace, e questo non c’entra niente con l’Osa”.

L’ultimo tentativo di Caracas per cercare di rompere il suo isolamento internazionale è stata la convocazione di un vertice straordinario di ministri degli Esteri della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (Celac), che si svolgerà il prossimo 2 maggio a San Salvador. Della Celacnon fanno parte Stati Uniti e Canada.

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