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Il maresciallo dei Carabinieri R.M., 57 anni, in servizio a Cassano d’Adda e comandante del nucleo radiomobile, è finito in manette e si trova ora nel penitenziario di San Vittore, con l’accusa di aver sottratto e rivenduto la droga che sequestrava con i suoi stessi uomini durante diversi blitz. A far scattare le manette ai polsi dell’uomo, che sembra agisse da solo, sono stati gli stessi colleghi del nucleo investigativo di Monza.

Sul conto di R.M. si inizia a indagare nel novembre 2016, poi gli accertamenti degli uomini del Nucleo investigativo di Monza – e della Compagnia di Cassano – portano a scoprire che in un caso il maresciallo anziché portare la droga all’inceneritore, l’aveva venduta a un gruppo di tre spacciatori, composto da due marocchini di cinquanta e quarantaquattro anni, e un’italiano di trentaquattro.

Dalla ricostruzione sembra emergere che R.M. abbia agito per ricambiare un favore ai tre malviventi, ma è bastato un singolo episodio accertato per far scattare le manette ai polsi del maresciallo.

Ora le indagini sono volte a scoprire se il militare dell’Arma, che precedentemente comandava i carabinieri di Stezzano, nel milanese, abbia compiuto atti simili in passato. Nel frattempo, gli vengono contestati i reati di detenzione ai fini di spaccio, peculato, falso e corruzione.

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