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Su Facebook insulti ignobili contro i due poliziotti morti a Ravenna. Il Coisp: “Individuare e perseguire i responsabili”

Insulti vili. Vigliacchi. Senza giustificazione. Simbolo di odio verso le forze di polizia, disprezzo contro lo Stato, indegno senso dell’impunità.

Quello che da qualche giorno sta andando avanti sui social network è un vero e proprio tiro al bersaglio. Una ignobile pioggia di frasi gioiose, irrispettose battute nei confronti dei due poliziotti di Ravenna che la settimana scorsa hanno perso la vita durante il servizio.

Riavvolgiamo il nastro. Nei giorni scorsi su Facebook sono comparse alcune scritte di giubilo nei confronti del drammatico incidente che ha ucciso Pietro Pezzi, 29 anni, e Nicoletta Missiroli, 54 anni. “Dio esiste”, publicava la pagina Polsi San Luca mostrando la foto della volante distrutta contro l’albero. “Mi auguro che le loro famiglie stiano soffrendo come loro fanno soffrire le famiglie di tutta la povera gente che arrestano”, commenta uno. “Sotto terra stanno sicuro bene”, ribatte un altro. E poi ancora “servi”, “schiavi”, “vi sta bene”.

L’ira degli agenti di polizia non si è fatta attendere. “E’ inconcepibile tollerare atteggiamenti di assoluto spregio nei confronti di chi ha come unica colpa il fatto di aver scelto di portare la divisa”, attacca Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia. “Oltraggiare due poliziotti che hanno perso la vita nell’adempimento del dovere non è poca cosa.

Arrivare a tanto è espressione di pura inumanità, e connota una chiarissima appartenenza all’antistato di fronte alla quale l’Amministrazione ha il dovere di reagire, per il rispetto dovuto alle proprie donne e ai propri uomini, e per la difesa ferrea dei principi, degli ideali e delle istituzioni che essi rappresentano”. Il Coisp ha inviato una lettera al Ministero dell’Interno “perché venga rappresentata ai competenti Uffici Centrali e Territoriali l’esigenza di individuare e perseguire, nel rigoroso rispetto della legge, i soggetti responsabili di tali gravissime affermazioni, perché difendere la legalità è anche e soprattutto questo”.

Non sarà facile individuare i responsabili. Ma una cosa è certa: sul cadavere dei leoni festeggiano i cani.

Il Giornale

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