43 lavoratori trovati nascosti in un “caveau”: trattati come schiavi, stipendi da fame e in nero

Sono rimasti segregati per sei ore in un caveau, senza aria né servizi igienici.

Quarantatré operai italiani sono stati imprigionati in una stanza blindata dal titolare dell’azienda dove lavoravano in nero, per sfuggire ai controlli.

E’ successo a pochi km da Napoli, precisamente a Melito, dove i Carabinieri erano impegnati in una serie di verifiche sul servizio mensa, risultata poi inesistente.

I dipendenti trovati, la maggior parte irregolari e diversi destinatari del reddito di cittadinanza, erano stati spinti dietro una porta blindata.

I carabinieri, rivela il Corriere della Sera, hanno trovato sul momento 35 operai, una decina in nero che probabilmente non avevano fatto in tempo a nascondersi.

I controlli, all’interno della grossa azienda, sono andati avanti per ore fino a quando, dietro una pesante porta blindata, sono stati ritrovati i 43 “clandestini” fra cui una donna incinta e due minori.

In tutto, spiega il quotidiano meneghino, è risultato che in azienda erano impiegati quasi 80 dipendente, dei quali appena una ventina in regola.


Per gli altri, turni di 9 ore per 20 euro. Nessuno di questi, secondo quanto si apprende, avrebbe percepito più di 500 euro al mese.

Il titolare dell’azienda è stato arrestato, ed è ai domiciliari, con le accuse di sfruttamento del lavoro, sequestro di persona e intermediazione illecita. Elevate sanzioni per 600mila euro.