Ratzinger, ”mai mascherato abuso minorenni da sacerdoti”

SOS1307607Roma, 24 settembre 2013 – ”Posso prenderne atto solo con profonda costernazione”. Cosi’ il Papa Emerito Joseph Ratzinger in una lettera inviata al matematico ateo Piergiorgio Odifreddi, pubblicata sulla Repubblica, commentando il libro ”Caro Papa ti scrivo”. E’ la seconda volta che Ratzinger interviene pubblicamente dopo le dimissioni dal Pontificato.

Tre settimane fa, aveva infatti parlato in occasione di un’omelia ai suoi ex allievi. “Mai ho cercato di mascherare queste cose – ha aggiunto – Che il potere del male penetri fino a tal punto nel mondo interiore della fede, e’ per noi una sofferenza che, da una parte, dobbiamo sopportare mentre dall’altra, dobbiamo al tempo stesso fare tutto il possibile affinche’ casi del genere non si ripetano”.

Ratzinger afferma che “non e’ neppure di conforto sapere che, secondo le ricerche dei sociologi, la percentuale dei sacerdoti rei di questi crimini non e’ piu’ alta di quella presente in altre categorie professionali assimilabili. In ogni caso, non si dovrebbe presentare ostentatamente questa deviazione come se si trattasse di un sudiciume specifico del cattolicesimo”. “Se non e’ lecito tacere sul male della Chiesa, non si deve pero’ tacere neppure della grande scia luminosa di bonta’ e di purezza che la fede cristiana ha tracciato lungo i secoli”.

Ratzinger affronta poi il tema della teologia: “Ella – scrive il Papa Emerito – mi fa notare che la teologia sarebbe fantascienza. Ma essa tiene legate religione e ragione. Ambedue le funzioni sono di essenziale importanza per l’umanita’.

Passando poi ad analizzare la parte che riguarda Gesu’, Ratzinger ha osservato: “cio’ che Lei dice sulla figura di Gesu’, non e’ degno del suo rango scientifico. Se Lei pone la questione come se di Gesu’, in fondo non si sapesse niente e di Lui come figura storica, nulla fosse accertabile, allora posso soltanto invitarla in modo deciso a rendersi un po’ piu’ competente da un punto di vista storico”.

Infine, Ratzinger fa notare al matematico che “se vuole pero’ sostituire Dio con ‘La Natura’, resta la domanda, chi o che cosa sia questa natura. In nessun luogo Lei la definisce e appare quindi come una divinita’ irrazionale che non spiega nulla. Vorrei pero’ soprattutto far ancora notare – afferma – che nella sua religione della matematica tre temi fondamentali dell’esistenza umana restano non considerati: la liberta’, l’amore e il male. Mi meraviglio che Lei con un solo cenno liquidi la liberta’ che pur e’ stata ed e’ valore portante dell’epoca moderna. L’amore nel Suo libro, non compare e anche sul male non c’e’ alcuna informazione. Qualunque cosa la neurobiologia dica o non dica sulla liberta’,nel dramma reale della nostra storia, essa e’ presente come realta’ determinante e deve essere presa in considerazione. Una religione che tralascia queste domande fondamentali, resta vuota”. (AGI)

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