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giustizia processoLecco, 11 aprile 2014 – «Mi sono inventata tutto, non sono mai stata violentata da mio padre». Un vero terremoto la dichiarazione spontanea resa ieri in aula da Grazia (il nome è di pura fantasia), parte lesa nel procedimento penale che vede il padre accusato di violenza sessuale. Un processo che la stessa adolescente – e sta proprio qui l’enorme paradosso – aveva contributo ad avviare con le sue dichiarazioni nel novembre 2011. La scintilla era stato quel tema proposto dalla prof di lettere dell’istituto superiore cittadino frequentato dalla ragazza nel quale si chiedeva agli studenti di descrivere le proprie paure. In una pagina e mezzo di foglio di protocollo Grazia aveva raccontato di una bambina che all’età di sei anni era stata violentata.

Un racconto in terza persona, duro ma intenso, tanto che la ragazza era stata invitata a leggerlo di fronte alla classe. A quel punto era scoppiata a piangere, gettando a terra i fogli e lasciando tutti sgomenti. Da lì l’avvio delle indagini, l’approdo in Procura, quindi il processo in cui vengono sentiti i test di accusa e difesa, qualcuno ammette di aver ricevuto alcune confidenze, il fidanzatino conferma e si arriva all’udienza di ieri quando il difensore dell’imputato, l’avvocato Edoardo Fumagalli, in aula spiega di essere stato contattato dai genitori naturali della ragazza (ovviamente allontanata dalla famiglia) che spiegano come lei voglia ritrattare.

Apriti cielo, il presidente Salvatore Catalano strabuzza gli occhi – come del resto il difensore di lei, l’avvocato Fabrizio Consoloni, preso in contropiede – chiede che venga convocata la ragazza la quale poco più tardi conferma tutto. Tutto finito? Nemmeno per sogno perché il pm Cinzia Citterio (l’unico a sapere tutto) tira fuori una denuncia di sei mesi fa fatta in questura insieme a un assistente sociale, nella quale la ragazza dice di essere stata avvicinata da uno sconosciuto che l’avrebbe minacciata di ritrattare «altrimenti papà sarebbe finito in galera». Pm e avvocato di parte lesa hanno così deciso di nominare un perito che stabilisca le condizioni mentali della ragazza.
di Andrea Morleo

Fonte Il Giorno

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