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Verso il primo ok del Parlamento al ddl che abolisce i vitalizi dei parlamentari. La commissione Affari costituzionali della Camera ha terminato l’esame di tutti gli emendamenti, approvando una manciata di modifiche.

Il testo base, che ricalca la proposta a prima firma Matteo Richetti (Pd), prevede che per tutti gli eletti, anche per gli ex parlamentari, l’assegno previdenziale sia calcolato con il sistema contributivo. Con questo ricolcolo la maggior parte degli assegni, soprattutto di chi ha fatto pochi anni in Parlamento, verrebbe drasticamente tagliata con riduzioni superiori al 50%.

Martedì prossimo, dopo i pareri espressi dalle altre commissioni, verrà votato il mandato al relatore, Matteo Richetti, del Pd, a riferire in Aula. «Una riforma epocale – spiega Richetti – che riconcilia la politica con il Paese e che applica ai politici le regole che valgono per tutti, fatta su una proposta del Pd. Può reggere alle valutazioni di costituzionalità e applicabilità, non è una spedizione punitiva, perché riconosce il lavoro delle persone che hanno passato una vita a servizio delle Istituzioni».

Da parte del Movimento 5 stelle la richiesta di elevare l’età per iniziare il pagamento del trattamento pensionistico, fissata in 65 anni che possono scendere fino a 60, seguendo gli stessi parametri fissati dalla legge Fornero.

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