Statali: arriva il decalogo per il licenziamento facile in pubblica amministrazione

Statali: arriva il decalogo per il licenziamento facile in pubblica amministrazione

Lo statale fannullone che finge di lavorare, limitandosi a timbrare il cartellino, se ne andrà a casa, licenziato. Assenteisti e furbetti del cartellino colti in fragranza saranno licenziati, con sospensione in 48 ore e uscita in 30 giorni, in base a quanto prevede il decreto di riforma del testo unico del pubblico impiego.

I procedimenti disciplinari e il licenziamento saranno applicati anche alle assenze ingiustificate, alle violazioni gravi e reiterati dei codici di comportamento; alla ripetuta valutazione negativa; ai falsi documentali.

I procedimenti disciplinari ordinari si concluderanno in 90 giorni e non più in 120. Saranno soggetti ai procedimenti disciplinari anche i dirigenti nel caso di mancato esercizio, per dolo o colpa grave, dell’azione disciplinare.

Agli statali continuerà ad applicarsi l’articolo 18, cioè in sostanza, la reintegrazione nel posto di lavoro a seguito di licenziamento illegittimo, ma con qualche correttivo. Se il giudice annulla il licenziamento per violazione del principio di proporzionalità, cioè perché ritiene il licenziamento disciplinare sanzione eccessiva per le mancanze dello statale,  il procedimento disciplinare potrà riattivarsi entro 60 giorni.

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Ove la mancanze dello statale configurino addirittura un reato per il quale si va a processo, inoltre, in presenza di ‘prove schiaccianti’ nel giudizio penale, la P.A. potrà proseguire il giudizio disciplinare nei confronti del dipendente senza dover attendere la fine del processo.

 

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