ADINOLFI (POPOLO DELLA FAMIGLIA): “QUESTA LEGGE ELETTORALE SEGNA LA FINE DEL RICATTO DEL VOTO UTILE”

Con la legge elettorale proporzionale si dissolve il voto utile e l’elettore si orienta per un voto identitario. La soglia di sbarramento è certamente una novità rispetto alla proporzionale pura della Prima Repubblica e serve a limitare il numero di partiti che otterranno rappresentanza parlamentare, che realisticamente saranno sei: Pd, M5S, Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Sinistra italiana. Poi c’è il Popolo della Famiglia: l’ingresso in Parlamento o meno del Pdf segnerà la sorte della diciottesima legislatura repubblicana rispetto ai principi che abbiamo difeso in piazza con i Family Day del 20 giugno 2015 e del 30 gennaio 2016.
Quei sei partiti sono tutti corresponsabili delle normative contro la famiglia varate dalla legislatura in corso. Il divorzio breve è stato votato con il concorso di tutti e sei i partiti citati, appena 11 i voti contrari al Senato, 28 alla Camera, ottocento complessivamente i voti favorevoli, da esponenti di tutti i partiti. Analogamente per la legge Cirinnà la stragrande maggioranza dei parlamentari eletti nel centrodestra che pure sono venuti in piazza al Family Day poi hanno votato a favore delle unioni gay. Bastano i nomi di Angelino Alfano, Maurizio Lupi, Renato Schifani ora di nuovo riparato in Forza Italia e tra i sostenitori solidali di Valeria Fedeli, il ministro pinocchio? Lega e Fratelli d’Italia quando c’è stata l’occasione di presentare un candidato alla presidenza della Repubblica, hanno scelto un iscritto all’Arcigay sostenitore plateale dell’eutanasia: Vittorio Feltri. Quando si parla di prostituzione vogliono il papponaggio di Stato e la professionalizzazione con tanto di partita Iva della puttana. Nostra figlia tornerà a casa e dirà di aver scelto quello tra i tanti mestieri, è molto remunerativo e come spiegheremo che è una follia degradante?
Eppure questa legislatura è solo l’antipasto. Cinque normative sono sulla rampa di lancio, alcune già approvate in un ramo del Parlamento in questa tornata: “matrimonio egualitario”, utero in affitto, eutanasia, droga libera e “galera per gli omofobi”. Se il Popolo della Famiglia non sarà eletto a presidio dei principi non negoziabili, l’inciucio partitico genererà questi obbrobri normativi, insieme al corollario dell’invasione dell’ideologia gender nelle scuole e la colonizzazione sempre più massiccia degli lgbt nel servizio pubblico radiotelevisivo, il cui controllo deriva dal potere politico e dalla rappresentanza parlamentare che si ha. Non sono chiacchiere: è qualcosa che abbiamo già visto accadere. Ci siamo affidati ai “cattolici” presenti in Parlamento nei vari partiti e siamo stati platealmente traditi. Solo degli eletti su un mandato preciso imperativo di difesa dei principi non negoziabili sarebbero a prova di bomba, perché anche la “poltrona” deriverebbe da un consenso espresso su quei temi senza possibilità di equivoci o interpretazioni alla Lupi”.