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Sono tornati al cantiere anche questa notte i No Tav che da tre giorni sono impegnati con il campeggio di Venaus.

Un gruppo di circa 150 persone ha camminato sui sentieri della Clarea diretta verso il cantiere, superando gli sbarramenti dei newjersey posizionati lungo la strada che porta verso il tunnel.

I manifestanti – come era già successo nella serata di venerdì – hanno lanciato fuochi d’artificio e pietre. La polizia ha risposto con il lancio di lacrimogeni.

Le immediate indagini avviate dalla Polizia di Stato – come riporta valsusaoggi – hanno permesso di riconoscere 25 persone (una decina nella prima serata e una quindicina ieri sera) che saranno denunciati all’autorità giudiziaria per l’accertamento delle rispettive responsabilità penali.

 

 

Gli ulteriori controlli della Digos hanno permesso dii individuare decine di persone a bordo di varie auto, in prevalenza appartenenti all’area del centro sociale Askatasuna, e molte provenienti da fuori provincia (in particolare da Bologna, Modena, Pisa e Rovigo).

Anche per questi attivisti sono scattati gli accertamenti per verificare eventuali responsabilità penali, con successivo deferimento all’autorità giudiziaria.

I controlli sono proseguiti domenica 22 luglio e hanno portato all’identificazione di altre sei persone provenienti da Catania.

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