Agguato in strada, un morto. Colpito per errore un bimbo 10 anni: ferito gravissimo

Figlio di due braccianti bulgari, era in macchina con Giuseppe Fabio Gioffrè, obiettivo dell’agguato teso da due persone. Gioffrè, 39 anni, ucciso a colpi di fucile caricato a pallettoni mentre era in auto con il piccolo in località Santa Venere di Seminara.

Della piccola vittima invece, Nicolay, attualmente si sa che continua a restare in gravi condizioni, , ma sarebbero comunque stabili le sue condizioni. Dei colpi di fucile a carico a pallettoni lo hanno raggiunto al fianco e all’addome.

Il bambino ha trascorso una notte tranquilla dopo l’intervento chirurgico cui è stato sottoposto nella serata di ieri nel Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Le sue condizioni permangono gravi, ma non è considerato in pericolo di vita e col passare delle ore il suo stato sembra destinato a migliorare.

Il questore di Reggio Calabria Raffaele Grassi, intanto, ha disposto misure di vigilanza nei confronti del piccolo e dei suoi familiari, dal momento che il bambino potrebbe essere un potenziale testimone, ammesso che abbia visto qualcosa. Il Questore, sentito il Prefetto, ha anche disposto l’intensificazione dei servizi di controllo a Seminara.

Come ogni mattina – racconta repubblica.it – Gioffrè era arrivato a contrada Venere, a pochi passi dal paese, per accudire le vacche e gli altri animali di sua proprietà. Con lui c’era anche un bimbo di 10 anni, figlio di una coppia di bulgari che abita lì nei pressi. Innamorato degli animali, quando Gioffrè faceva il giro di recinti e stalle, gli si incollava come un’ombra. Un’abitudine che l’altra mattina gli è costata cara perché uno dei pallettoni sparati contro Gioffrè lo ha ferito gravemente.

Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, subito arrivati sul posto, a sparare sarebbero stati due uomini, armati di fucili a pallettoni, che dopo l’agguato si sarebbero allontanati rapidamente a piedi nelle campagne circostanti.

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Sul movente dell’omicidio invece, gli investigatori ufficialmente non si sbilanciano ma secondo indiscrezioni si starebbero orientando sulla pista mafiosa. Quello contro Gioffrè, per modalità e contesto, appare come un chiaro agguato di ‘ndrangheta.

Figlio di Cecè “u ‘ndolo”, elemento di rilievo del clan Gioffrè, il trentanovenne ucciso oggi aveva alle spalle diversi precedenti penali. Processato e poi assolto per mafia nel processo Artemisia, l’uomo qualche mese fa era stato denunciato perché in un casolare di sua proprietà erano state ritrovate diverse armi clandestine.