Agricoltura: “Chi prende il reddito di cittadinanza lavori nei campi”

Per il settore dell’agricoltura arriva la proposta: perché chi prende il reddito di cittadinanza non va a lavorare nei campi visto che manca manodopera?

“Essendo andati via per la gran parte i lavoratori stranieri, oggi le aziende agricole ci chiedono come trovare lavoratori”, ha detto il presidente “mettiamo a disposizione i Centri per l’impiego per individuare figure di lavoratori che vadano a fare quel mestiere perché non si trova quasi più nessuno” e poi “mi verrebbe persino da dire che chi prende il reddito di cittadinanza può cominciare ad andare a lavorare lì così restituisce un po’ quello che prende”.

La proposta, spiega il quotidiano Online Bologna Today, era stata lanciata anche dal presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.

In questo caso – osserva – bisognerebbe trovare uno strumento che consenta a queste persone di conservare il sussidio, in modo da rendere appetibile un’offerta di lavoro che si riferisce a un arco temporale limitato: un prolungamento della percezione del reddito pari al periodo di lavoro stagionale sarebbe una soluzione opportuna e di buonsenso, in un momento di emergenza”. In Emilia Romagna si è fatta avanti la proposta di introdurre incentivi per motivare il lavoratore senza occupazione, in settori come turismo o commercio, incoraggiandolo a passare dalla cassa integrazione a un impiego nell’agricoltura“. 

In Emilia-Romagna, nello specifico, a fine 2016 è stato introdotto il “reddito solidarietà” che può essere richiesto da nuclei famigliari, anche unipersonali. Dal suo avvio al 28 febbraio 2019 sono state presentate oltre 28.500 domande, 19.000 quelle accolte

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